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Daniela Di Maggio candidata alle regionali con la Lega

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Detto dal leader della lega, Matteo Salvini, ha il carattere dell’ufficialità: Daniela di Maggio sarà candidata alle prossime elezioni regionali in Campania. Non una sorpresa, però. Era nell’aria. Già in occasione del recente congresso della Lega a Napoli, sembrava che il centro destra potesse offrire alla mamma di Giogio Cutolo, il giovane musicista assassinato in piazza Municipo il 31 agosto del 2023, la possibilità di entrare nell’agone elettorale. Un suo intervento sul palco del congresso leghista, tra baci lanciati al ministro dell’Interno Piantedosi, abbracci con Salvini e promesse di un impegno del governo sul fronte delle misure repressive nei confronti della criminalità minorile, fecero presagire una candidatura di Daniela Di Maggio. Anche se lei smentì, assicurando agli interlocutori che non era interessata a un impegno in politica. Da allora son passati quattro mesi, avrà cambiato idea (intervista realizzata lo scorso 22 marzo in occasione dello scoprimento della targa in ricordo del musicista ucciso).
Con profondo rispetto per il dolore di una madre, ma con altrettanta fermezza, riteniamo doveroso denunciare la gravità politica e morale della candidatura di Daniela Di Maggio, madre di Giorgio Cutolo, nella lista della Lega di Salvini alle prossime elezioni regionali in Campania.
Lo afferma Rossella Solombrino, segretario nazionale del Movimento Equità territoriale.

“Questa scelta, che appare più dettata da vanità personale e da calcolo elettorale, è un oltraggio al fine che si promette di combattere . Perché è bene ricordarlo: Gio Gio è una delle vittime di un sistema che la Lega ha contribuito a creare, con decenni di politiche che hanno penalizzato il Mezzogiorno, impoverito le periferie, marginalizzato intere generazioni e alimentato il disagio sociale in cui prolifera la criminalità.
Ricordiamo che la Lega è il partito che ha alimentato per anni una narrazione tossica e razzista verso il Meridione, definendoci “parassiti”, “assistiti”, “incapaci” e ha contribuito alla crescita dei NEET, i giovani che non studiano e non lavorano, creando terreno fertile per l’affiliazione alla criminalità organizzata.

La signora Di Maggio, forse in buona fede, oggi presta il suo volto a questo progetto. Ma è una scelta pericolosa, che svuota di significato ogni battaglia per la giustizia e la dignità del Sud. La sua candidatura nella Lega non è un atto di memoria, è un atto di complicità. Perché chi vuole davvero onorare il proprio figlio non può contribuire, con il proprio nome e la propria visibilità, a rafforzare proprio quelle forze politiche che rendono possibili altri “casi Gio Gio”

Chissà cosa avrebbe detto Gio’Gio, quel ragazzo pieno di cultura e valori, che abbiamo imparato a conoscere proprio grazie a Daniela Di Maggio, se avesse saputo della candidatura della madre nel partito di chi definisce i napoletani topi da derattizzare.

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