NAPOLI – Nella giornata di ieri si è tenuta l’assemblea del movimento demA con circa 100 partecipanti, in presenza e da remoto.

L’assemblea si è aperta con la relazione del Presidente Luigi de Magistris seguita poi da numerosi interventi.

Il movimento, nel corso della riunione, ha ribadito la condanna della guerra della Russia nei confronti dell’Ucraina, espresso contrarietà netta all’invio delle armi in Ucraina, in violazione della legge e della Costituzione, rappresentato la pericolosità della condotta della NATO e l’escalation anche verbale verso la guerra da parte dei governanti occidentali.

L’aumento delle spese militari da parte dei Governi Conte e Draghi – è stato affermato – evidenzia che tutte le forze politiche dell’attuale maggioranza sono guerrafondaie a danno del popolo italiano che paga sulla propria pelle le scelte di governi che trovano i soldi per le armi ma non per i poveri, i disoccupati, i lavoratori, i giovani, le attività economiche. Per non parlare dello smantellamento dei diritti essenziali delle persone a cominciare dalla salute e dall’ambiente.

Il movimento, con il suo leader, ha partecipato al corteo della pace a Roma del 5 marzo, alla manifestazione di Libera contro le mafie a Napoli e al corteo GKN a Firenze.

“Siamo impegnati – si è sottolineato – per un fronte sociale e politico per la pace, i diritti, contro le mafie. Siamo in prima linea per costruire un fronte unitario dei non allineati al sistema”

Il movimento sarà presente in diverse elezioni amministrative in Calabria, dove con la colazione civico-popolare con Luigi de Magistris candidato alla presidenza della regione Calabria si è raggiunto ad ottobre scorso il 17% del consenso.

Si è, poi, affrontato il tema della forza del movimento che sta crescendo a livello nazionale e che si mette a disposizione con entusiasmo per un lavoro politico con chi non è prono al pensiero unico liberista dominante.

Un passaggio ulteriore ha riguardato condotte relative all’impegno politico di Alessandra Clemente.

Il movimento era consapevole che la scelta di candidare Alessandra Clemente a Sindaca di Napoli era coraggiosa e rischiosa.

Coraggiosa perché di fronte al sistema e alle sue cariatidi si è ritenuto di puntare su una donna giovane, che per anni era stata un’assessora importante dell’esperienza rivoluzionaria del Governo de Magistris. Rischiosa perché incerta per l’esito elettorale che poteva derivarne e per l’idoneità della Clemente stessa di essere capace di onorare tale scelta, non disperdere un patrimonio comune ed essere punto di sintesi responsabile e matura della coalizione che l’ha sostenuta.

Con rammarico già immediatamente dopo le elezioni amministrative abbiamo assistito a scelte non condivise con il movimento e con la stessa coalizione, contatti politici sempre più di natura personale, percorsi ambigui e mai chiariti.

Per il nostro movimento – è stato il tema di alcuni interventi – questo è apparso subito incoerente avendo contribuito in modo determinante alla sua candidatura ed elezione. Senza Luigi de Magistris il percorso politico della Clemente da assessora prima e da candidata sindaca poi non sarebbe esistito. Il nostro cammino umano e politico è sempre stato caratterizzato dal noi e non dall’io.

L’esito delle elezioni in Città Metropolitana, da ultimo, ha posto l’esigenza di chiarire le scelte di voto della Clemente che sembrerebbero essere state indirizzate verso la maggioranza, fatto incompatibile per chi, appena 5 mesi fa, era candidata alternativa a Manfredi e Maresca.

Non abbiamo ricevuto alcun chiarimento né sul voto da lei espresso, né sulle notizie di stampa (mai smentite) che la vedrebbero impegnata in un’attiva ed avanzata interlocuzione col Movimento 5 Stelle, e dunque con la maggioranza, circostanza di per sé incompatibile con la nostra coalizione.

L’analisi dei dati e le minuziose ricostruzioni giornalistiche ci rimandano a un dato di poca chiarezza sul comportamento assunto da chi avevamo sostenuto alla guida della città quale espressione di una straordinaria esperienza libera, autonoma, indipendente e di contrasto alle forze di governo del Paese.

Abbiamo rispettato il tempo del silenzio per un chiarimento, per risposte a domande che abbiamo il dovere di dare a tutte e tutti coloro che hanno sostenuto tale esperienza. Tuttavia non abbiamo ricevuto alcun elemento di chiarezza che possa giustificare o dare senso a quanto accaduto.

Noi siamo sempre le stesse e gli stessi e ci prepariamo per un futuro di lotte con la nostra coerenza e credibilità, prendiamo pertanto atto con amarezza di quanto accaduto e del comportamento assunto da chi avrebbe dovuto rappresentarci e che si è posta fuori da un percorso collettivo perseguendo obiettivi personali.

Durante l’assemblea è stato, inoltre, presentato alle iscritte e agli iscritti il tavolo di studio e lavoro per la scuola, coordinato dal Prof. Massimo Arcangeli, che si rivolge al mondo tutto della scuola per una piena unità d’intenti tra i diversi soggetti coinvolti: gli insegnanti, i dirigenti scolastici, il personale ATA, gli studenti e le loro famiglie.

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