Il Garante dei detenuti e le comunità denunciano: “Più diritti per i minori, quello alla salute è negato” (VIDEO)

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NAPOLI – Diritto alla salute, alla formazione e all’istruzione. Il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello e le comunità residenziali della Campania, questa mattina in conferenza stampa, hanno ribadito l’importanza di alcuni diritti fondamentali, e per quanto riguarda il diritto alla salute il ripristino dell’esenzione assicurata da leggi nazionali e dal DPR 448/88. All’incontro hanno partecipato, oltre al Garante campano, in conferenza stampa, erano presenti Vincenzo Morgera, responsabile comunità Jonathan, Luigi Isaia, responsabile comunità il Germoglio e padre Jhonny Morelli della comunità di Padre Arturo in Marigliano.

La denuncia è relativa alla discriminazione per i minori dell’area penale della Campania. Garante e comunità hanno reso pubblica una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza ed al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sottolineando il rischio che alcuni diritti fondamentali siano assicurati per chi è in carcere, mentre siano totalmente negati per chi è affidato alle comunità per minori o comunità per adulti con problemi di tossicodipendenza. Non sono previste, infatti, esenzioni ticket per i minori dell’area penale e corsi di formazione.

“Noi comunità alloggio, insieme al Garante dei detenuti chiediamo aiuto perché stiamo portando avanti una battaglia di civiltà e di giustizia che, al momento, ci vede soccombere. Stiamo provando a riaffermare il diritto alla salute pubblica gratuita per i minori dell’area penale che accogliamo nelle nostre comunità e che viene negato. Una discriminazione ancora più forte se si pensa che per i loro coetanei ristretti presso gli Istituti penali minorili questo diritto è invece garantito”, così scrivono nella lettera al Ministro e al Presidente De Luca.
“La comunità non può essere una panacea e/o vivere l’isolamento istituzionale e degli enti locali”, così come descritto nella lettera aperta ed illustrata da Ciambriello che ha fortemente sottolineato un dato allarmante: 7600 persone detenute nell’area esterna. Nell’ultimo anno si sono verificati tre suicidi per persone sottoposte ad arresti domiciliari. Gli assistenti sociali per quest’area sono solamente ventiquattro.

Altri dati importanti emergono dalla relazione aggiornata al 15 novembre 2019 sui minorenni ed i giovani adulti in carico ai servizi minorili. In Campania vi sono 70 detenuti minorenni detenuti a Nisida ed Airola. 1130, invece, sono i minorenni e giovani adulti in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni a Napoli di cui 387 presi in carico per la prima volta nel 2019. Minorenni ai quali i diritti alla sanità ed alla formazione professionale citati dal garante Ciambriello e dalle comunità sono negati.

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