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NAPOLI – Nella riunione presieduta da Nino Simeone approfondimenti sulla situazione attuale e sulla ripresa delle attività nel cantiere con la partecipazione del Rup Massimo Santoro, direttore centrale del servizio Pianificazione e gestione del territorio sito Unesco. Assente l’assessore al ramo Mario Calabrese.

Certezza sulla fine dei lavori in via Marina entro il termine stabilito del 31 marzo 2019 e rapidità nella definizione del soggetto che dovrà eseguirli.

È la richiesta del presidente della commissione Infrastrutture Simeone al termine della riunione dedicata all’argomento che ha registrato oggi la partecipazione del responsabile del procedimento Massimo Santoro, direttore centrale del servizio Pianificazione e gestione del territorio.

Assente, invece, l’assessore alle Infrastrutture Calabrese, un’assenza fortemente criticata dai consiglieri intervenuti, che hanno posto una serie di domande per capire se sarà possibile concludere i lavori in tempo utile e non dover restituire alla Regione l’intero importo del finanziamento, 15 milioni e 700 mila euro.

Dopo la risoluzione contrattuale dell’8 giugno scorso con la ditta aggiudicataria Asse costiero Scarl, motivata da gravi inadempienze contrattuali, si è proceduto all’interpello, così come previsto dalle norme in vigore, delle ditte che avevano preso parte alla gara posizionandosi dopo la prima.

La seconda classificata, la Romeo, ha declinato, mentre la terza, il consorzio Infratech, sta valutando la convenienza dell’incarico. Nel frattempo gli uffici stanno provvedendo a completare il collaudo e l’accertamento tecnico contabile destinato a definire l’esistenza di eventuali ulteriori pendenze economiche con la ditta uscente.

Entro la fine del mese si conta di concludere la procedura di interpello, assumendo le determinazioni necessarie, ma va chiarito, ha concluso Santoro rispondendo alle domande dei consiglieri, che si tratta di un appalto molto complesso e che la decisione di risolvere il contratto è stata assunta nella consapevolezza della sua gravità e per l’impossibilità di proseguire il rapporto a fronte di gravi inadempienze e di ampia disponibilità manifestata in diversi momenti dall’Amministrazione.

Per i consiglieri intervenuti: (Esposito, Partito Democratico) si parla di lavori che dovevano terminare a gennaio 2017 e che non si sa ancora se saranno conclusi, e senza che vi sia l’assessore a dare risposte politiche.

Va poi chiarito su chi ricadranno le responsabilità, anche sotto il profilo contabile, per il danno arrecato ad ANM per i costi derivanti dal mancato utilizzo dei mezzi del deposito di San Giovanni. Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha lamentato che manca un’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione che non ha mai chiesto scusa alla città per i disagi arrecati e per non aver rispettato il termine indicato all’inizio. Esistono inoltre molte perplessità relativamente all’esistenza di una serie di atti tecnici essenziali – saggi conoscitivi, piantine georeferenziate, verbale di sospensione lavori dopo lo stop di febbraio 2018, certificazione Soa valida del consorzio Infratech – oltre al rischio che un ricorso della ditta esclusa potrebbe portare ad una decisione del Tar di sospensione dei lavori e a possibili ricadute sulle casse comunali per eventuali contenziosi.

Langella (Agorà) ha definito grave che l’assessore non abbia partecipato alla riunione e che l’amministrazione, dopo aver assunto impegni così precisi, non senta il bisogno di dire una parola. La presenza di tanti cantieri con un’arteria principale come via Marina sono segno di un’assenza di riflessione sulla viabilità cittadina. Sgambati (Agorà) ha chiesto di sapere se via sia il collaudo per il primo tratto dei lavori, tra l’incrocio con corso Garibaldi e piazza Municipio. Frezza (Riformisti democratici con de Magistris) ha fatto riferimento alla possibilità che la ditta esclusa possa impugnare la nuova determinazione dell’Amministrazione innanzi al tribunale amministrativo e chiedere la sospensione dei lavori.

Il responsabile del procedimento ha chiarito che molti degli interrogativi sollevati richiedono il supporto della documentazione amministrativa e tecnica che sono completamente a disposizione negli uffici per i consiglieri. Ogni decisione sarà assunta nel minor tempo possibile e resta ferma la determinazione per chiudere i lavori entro marzo 2019.

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