NAPOLI – Politicamente, una vittoria di Vincenzo De Luca. Si può essere contro o pro il suo modo di governare e fare propaganda politica, ma è difficile negare che l’esito del voto del consiglio regionale per dare il via all’iter del referendum abrogativo della legge sull’Autonomia differenziata sia una vittoria del presidente della Regione Campania.

Con il voto a maggioranza dell’assemblea degli eletti del popolo, la Campania si fa alfiere delle altre regioni del sud per una battaglia contro una legge a trazione leghista di un Governo che all’esterno cerca di dare un’immagine nazionalista. E invece a vestire i panni del fautore di un nuovo risorgimento, come lui stesso ha definito lo scopo del referendum durante il suo intervento in Aula al termine delle votazioni, tocca a chi per primo è sceso in piazza contro una legge da molti definita spacca Italia.

36 voti a favore, 9 contrari e 1 astenuto. Dopo circa sei ore di lavori il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza la proposta per richiedere un referendum, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, per abrogare la legge sull’autonomia differenziata.

Prima con modalità elettronica per gli emendamenti e poi nell’urna, il voto era a scrutinio segreto. L’Aula ha anche votato una seconda delibera per chiedere la cancellazione parziale di alcune parti della legge sull’autonomia differenziata per evitare venga dichiarato inammissibile il quesito sull’abrogazione. Se pur segreto, maggioranza e opposizione hanno dichiarato fin dall’inizio della seduta le proprie intenzioni di voto.

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