CANIGLIA_MARIA

NAPOLI – Nella riunione presieduta da Maria Caniglia approfondimenti sulla delibera di variazione di bilancio 391 dal punto di vista della finalità di utilizzo e della destinazione della struttura della Sanità.

Vanno forniti chiarimenti sulla destinazione da assegnare all’immobile di via Cristallini 71, sede dell’ex mendicicomio e ora oggetto della delibera 391 di variazione di bilancio coi poteri del Consiglio, che sarà all’esame della prossima seduta di Consiglio comunale del 24 settembre.

Per la commissione Welfare, che oggi, come ha fatto rilevare in apertura la presidente Caniglia, ha aperto ancora una volta i suoi lavori grazie alla partecipazione dei consiglieri di opposizione, sono diverse le perplessità derivanti dalla lettura della delibera, tutte connesse alla destinazione d’uso dell’immobile.

È per questo, ha spiegato, il motivo per cui la commissione ha esaminato oggi l’atto di variazione di bilancio, con richiesta di confronto con l’assessore al Patrimonio Borriello, assente, e con l’assessore all’Urbanistica Piscopo, rappresentato dal capostaff Nicola Malpede.

Gli interventi oggetto della delibera in esame, finalizzati al recupero architettonico e funzionale dell’immobile di via Cristallini da destinare a casa albergo per anziani, contrasterebbero, infatti, con l’oggetto di un atto precedente, n. 348/2018, di presa d’atto del protocollo d’intesa tra Comune di Napoli ed altri enti per l’utilizzo della struttura per attività finalizzate all’inclusione dei giovani a rischio di devianza.

Che finalità, quindi, si intende assegnare all’edificio? E perché, dopo il cospicuo investimento di 12 milioni di euro di fondi europei e nazionali, dal 2015 la struttura è rimasta chiusa e fatta oggetto di diverse incursioni con furti di materiali che ne hanno causato numerosi danni, rendendo l’immobile non utilizzabile? La decisione di una nuova spesa, oggetto della delibera oggi in discussione, come si concilia con la mancanza di un progetto esecutivo, con la decisione della finalità da assegnare all’immobile e con la mancata indicazione del soggetto che dovrà gestire la struttura per evitare nuove vandalizzazioni a lavori conclusi?

Queste le domande della presidente Caniglia, e delle consigliere Matano (Movimento 5 Stelle) e Quaglietta (Partito Democratico) al capostaff dell’assessore all’Urbanistica che ha risposto riferendosi alle competenze dell’assessorato, collegate al servizio di Edilizia monumentale coinvolto nella progettazione delle opere di recupero architettonico e funzionale. A queste è destinata la somma di circa 730 mila euro oggetto dell’atto deliberativo 391.

Tutte le determinazioni relative alla sorveglianza dell’immobile e alla decisione sulle attività da svolgere nella struttura, invece, rientrano nella competenza di altri assessorati e servizi.

Si può ipotizzare, comunque, date le dimensioni dell’immobile, che si estende su una superficie di circa 7000 metri quadrati, la possibilità di una coesistenza di attività diverse, purché accomunate dalla finalità sociale.

Il progetto esecutivo con l’indicazione delle attività necessarie al ripristino dell’immobile danneggiato, ha concluso Malpede, sarà comunque messo al più presto a disposizione della commissione che, ha concluso la presidente Caniglia, tornerà a riunirsi con la partecipazione di tutti i soggetti competenti per esprimere la propria posizione prima della decisione definitiva sull’utilizzo della struttura.

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