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ACERRA – Nella giornata del 13 maggio i carabinieri hanno arrestato un gruppo di sei persone, legato al clan dei Marcianisielli, che gestiva lo spaccio di stupefacenti nel centro storico di Acerra.

Al capo di questa banda vi era Pasquale Di Buono, 30 anni, figlio del boss Vincenzo. Per Di Buono jr. oltre alle accuse per la droga ci sarebbero anche quelle di violenza sessuale su di una ragazza, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni.

“La notizia dell’arresto del figlio del boss – spiga il consigliere regionale Borrelli- con l’accusa di violenza sessuale è stata postata sul gruppo facebook “Sei acerrano se..” suscitando, da un lato, l’indignazione degli utenti e , dall’altro, il sostegno di alcuni a favore del criminale, secondo queste persone la ragazza vittima degli abusi sarebbe stata “una che se l’era cercata”, una donna dai facili costumi a soli 15 anni.

“Incredibile, stento a crederci. Ma davvero alcune persone riescono a dire simili nefandezze e a difendere un criminale e violentatore? Sono disgustato. Essere un malavitoso, un boss, uno che traffica droga, che specula sulla pelle e sul sangue della gente è qualcosa che rende un individuo un reietto ma se a tutto questo si aggiunge l’essere uno stupratore di una minorenne allora un soggetto simile per quanto mi riguarda è solo un mostro, e lo stesso discorso è applicabile a chi sostiene e difende individui simili ed attacca una vittima, una ragazza che ha subito violenze a 15 anni. Mi auguro vivamente che Di Buono paghi con il massimo della pena le sue colpe. Ancora una volta il figlio di un boss si rivela essere un criminale peggiore del padre.”

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