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NAPOLI – Nel corso della riunione presieduta da Nino Simeone e Claudio Cecere esaminata la situazione della vivibilità delle zone maggiormente interessate dalla presenza di attività di intrattenimento dopo l’emanazione dell’ultima ordinanza sindacale che regola la materia. Sono intervenuti l’assessora alla Polizia Locale Alessandra Clemente, il comandante Ciro Esposito, il presidente della Prima Municipalità Francesco de Giovanni e il rappresentante dell’associazione baretti Aniello Falcone-Chaia Aldo Maccaroni.

La riunione, hanno spiegato in apertura i presidenti Simeone e Cecere, è stata sollecitata dal consigliere Venanzoni (Partito Democratico) per cercare di riavviare la discussione su un tema particolarmente sentito in città, ma che sembra tornare di attualità solo quando accadono episodi particolarmente eclatanti. Si vuole, invece, ha spiegato Venanzoni, verificare se, al di là dei contenuti dell’ordinanza che disciplina la materia, è possibile per i consiglieri svolgere il proprio ruolo di indirizzo accompagnando la discussione e mettendo di fronte le esigenze di imprenditori e residenti in un’ottica di dialogo costruttivo.

Diversi i contributi forniti dai consiglieri intervenuti, ai quali, successivamente, ha risposto l’assessora Clemente. Lebro (La Città) ha posto l’attenzione sul territorio di Porta Capuana, che non sembra aver ricevuto alcun beneficio dall’ordinanza, continuando a regnare indisturbato il caos fino a notte inoltrata. Servono maggiori controlli e un’attenzione delle Forze dell’Ordine per contrastare atti criminali come gli spari in mezzo alla gente. Brambilla (Movimento 5 Stelle) si dice convinto che la città vissuta anche di sera rappresenti un plus positivo, ma non se questo avviene in dispregio di ogni regola. Solo contemperando le opposte esigenze dei residenti che hanno diritto al riposo e dei gestori dei locali che svolgono un’attività commerciale si può ottenere un risultato. Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) ha osservato che il tema è dibattuto in ogni città del mondo e occorre uscire dalla logica delle contrapposizioni.

L’ordinanza rappresenta solo un primo tentativo di fotografare il fenomeno, ma l’Amministrazione deve lavorare ad un regolamento in cui trasferire la sua idea di organizzazione del tempo libero in città. Moretto (Prima Napoli) ha sottolineato che appare evidente la mancanza di controlli, in particolare sugli immobili prima adibiti ad abitazioni che accolgono poi attività commerciali.

L’Amministrazione ha già scelto la sua visione di città consentendo il frazionamento delle unità immobiliari del centro storico e facilitando, così, il cambiamento del volto del centro. Esposito (Partito Democratico) si è detto a favore della vita notturna, nella misura in cui apporta benessere al commercio e occasioni di lavoro. Il tutto, però, deve avvenire nel rispetto delle regole e dei diritti delle persone, coinvolgendo anche le altre Forze dell’Ordine rispetto al fenomeno della microcriminalità nelle strade della movida. Langella (Agorà) ha concordato col giudizio positivo sulle strade animate di sera, invocando un maggior coinvolgimento di tutte le forze di Polizia e una migliore gestione della mobilità, in particolare nella zona di Chiaia. Felaco (Dema) è convinto che il fenomeno possa essere governato solo nel senso di elaborare condizioni sempre migliori per far coesistere le opposte esigenze. I cambiamenti nei comportamenti possono passare solo attraverso un’ottica culturale e non certo puntando sulla repressione.

Per il presidente della Prima Municipalità de Giovanni la cd. movida rappresenta un fattore positivo in termini di maggiore sicurezza delle strade, ma il fenomeno andrebbe regolamentato in modo diverso a seconda delle zone. In quelle con maggiore presenza di locali con spazi esterni, la chiusura va fissata alle due del mattino, in altre meno popolate potrebbe anche andare oltre. Il comandante Esposito, sull’aspetto dei controlli, ha spiegato che il numero delle verifiche è aumentato nel tempo, con l’ordinanza di giugno che ha consentito di testare i provvedimenti già adottati. La collaborazione con le altre Forze dell’Ordine è proficua e ha portato anche ad una divisione delle zone di intervento. A nome dell’associazione baretti Falcone-Chiaia, Maccaroni ha concordato sulla proposta di un tavolo permanente, purché alla discussione segua la risoluzione dei problemi evidenziati. Si deve anche tenere conto della diversità delle zone della città in cui si concentra il fenomeno, differenziando gli interventi.
L’assessora Clemente, raccogliendo gli spunti forniti, ha chiarito che l’ordinanza emanata a giugno ha inteso rendere tutte le parti partecipi dell’opportunità di regolare il fenomeno della notte. Vi è stata la presa in carico di tutte le esigenze dei diversi quartieri e va accolta positivamente l’idea di un tavolo permanente di discussione che prenda in considerazione tutti gli aspetti del fenomeno, a partire da quello della mobilità. I controlli messi in campo dicono che i risultati ci sono, ma sulla questione della sicurezza va coinvolto l’apposito comitato perché la competenza non spetta alla Polizia Locale che, pure, non fa mai mancare il suo contributo nelle operazioni interforze.

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