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NAPOLI- “Leggo in un’intervista che il sindaco Manfredi annuncia che è addirittura pronto a lasciare la carica di sindaco se Roma non gli dà i soldi. Senza denari non si cantano messe si dice dalle nostre parti. Le cronache raccontano che gli fu promesso denaro per i 5 anni di mandato per convincerlo ad accettare la candidatura a sindaco. I primi atti politici che hanno caratterizzato il suo pensiero sono stati assicurazione per la giunta per danni causati e aumento delle indennità addirittura del 100%. Oggi Manfredi batte cassa e minaccia di andare via. Che Napoli abbia bisogno, come anche tantissime altre città soprattutto del sud, di denari è noto a tutti e soprattutto a noi che abbiamo fritto il pesce con l’acqua (come sempre si dice dalle nostre parti) e combattuto per anni senza un euro e con un debito ingiusto, mai contratto dai napoletani, né ovviamente colpa della nostra amministrazione che, anzi, ha agito con correttezza e trasparenza. Peccato che in questi dieci anni anche i principali partiti che sostengono Manfredi nulla di decisivo hanno fatto per Napoli ed anzi hanno non di rado ostacolato l’azione di rilancio della città, producendo un evidente danno a Napoli, al suo popolo e alla stessa amministrazione che oggi avrebbe in cassa più soldi e in servizio più personale. Ora sarà ancora più evidente a tutti quanto improba sia stata l’impresa di governare senza soldi e quanto ancora più apprezzabili debbano essere considerati gli obiettivi raggiunti solo con volontà, tenacia, competenza, passione, coraggio ed abnegazione assoluta. Senza soldi, con le indennità più basse in Italia, ma con tantissima dignità e amore. E mai mi sarei sognato nemmeno di pensare solo astrattamente di mollare perché i soldi non arrivavano. Abbiamo resistito 10 anni e mezzo. Senza viveri. Le capacità emergono in tempesta, non quando tutto è calmo. Peccato che anche l’allora ministro Manfredi, pure quando era al governo, non ha pensato di impegnarsi con solerzia per sostenere economicamente, finanziariamente e normativamente la città. Auguriamoci che i soldi arrivino, perché per noi le istituzioni e soprattutto Napoli vengono prima di ogni dialettica politica”.

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