NAPOLI – Il rituale del corno con la “puntura” nel palmo della mano come portafortuna; un assaggio di sfogliatelle nella bottega di Marco Ferrigno; la visita nelle viscere della Napoli antica alla scoperta dell’arte presepiale dei fratelli Capuano. La passeggiata di Catello Maresca, candidato sindaco al Comune, tra le storiche botteghe di San Gregorio Armeno, è stata all’insegna della riscoperta e della valorizzazione della tradizione. Accompagnato da Gabriele Casillo e Serena D’Alessandro, presidente e vicepresidente dell’Associazione Antiche Botteghe di San Gregorio Armeno, Maresca ha incontrato commercianti, residenti e imprenditori della zona, tra cui Marco Iovine, proprietario quest’ultimo dell’immobile di piazza Miraglia dove doveva sorgere un hotel di lusso, oggi occupato abusivamente. L’occasione è servita a Maresca per spiegare ad artigiani e commercianti del centro storico il progetto di Napoli capitale italiana della Cultura. Secondo Catello Maresca occorre “dare un’identità stabile alla città. Servono investimenti in strutture immateriali, bisognerà prevedere il potenziamento delle relative filiere produttive: Cinema, Musica e Sport. Dovranno essere progettati interventi adeguati di sostegno economico finanziario, una rete di eventi culturali di livello mondiale e un potenziamento delle strutture ricettive in modo da renderle adeguate al flusso turistico” spiega Maresca. “Quanto al centro storico di Napoli – prosegue Maresca – può diventare un unicum mondiale se riusciamo a mettere a sistema un processo di integrazione tra polo didattico degli studi umanistici che trasformerebbe in un laboratorio a cielo aperto di integrazione tra lo studio, la proposta culturale, e il turismo”. “Con un percorso misto di interventi infrastrutturali e di politiche incentivanti/disincentivanti appoggiate sul PNRR, si dovrà affrontare il processo di trasformazione del centro storico, area nella quale insistono anche con una forte presenza residenziale, studenti e docenti oltre alla preesistenza importantissima dell’area umanistica della Federico II e dell’Orientale; l’Accademia di belle arti, il Conservatorio di San Pietro a Majella oltre a numerosi licei e Istituti culturali storici e tanti musei”.

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