Dopo anni di opposizione in Consiglio regionale, Maria Muscarà torna in campo con una nuova sfida: la candidatura alle regionali nella coalizione di centrodestra a sostegno di Edmondo Cirielli. Ex esponente del Movimento 5 Stelle, tra le prime a denunciare le contraddizioni interne del partito, rivendica oggi la propria indipendenza e una visione “libera da appartenenze”. Dalla gestione dell’emergenza nei Campi Flegrei alla sanità regionale, passando per trasparenza, ambiente e lavoro, Muscarà traccia un programma ben delineato definito.
Nel programma del candidato compare un riferimento esplicito all’emergenza dei Campi Flegrei. Lei che conosce bene il territorio, come interpreta questa assenza? E quali misure concrete propone per affrontare una situazione che riguarda sicurezza e prevenzione?
“Il programma elettorale, sia di destra che di sinistra, non può essere esaustivo di tutte le emergenze: è per questo che servono i candidati, ciascuno con la propria storia e il proprio impegno, capaci di indicare le vere priorità.
Sui Campi Flegrei la situazione è estremamente pericolosa. Ci sono due questioni fondamentali: la prima è la legge votata in Consiglio regionale che consente la costruzione di nuove abitazioni in zona rossa, proposta portata avanti dalla sinistra e approvata dalla maggioranza, sostenuta perfino da chi, come il sindaco di Bacoli, sembra voler ampliare le aree edificabili a proprio vantaggio.
La seconda riguarda le perforazioni geotermiche: è ormai evidente che si tratta di un rischio enorme. Pensare di utilizzare le perforazioni per ricavare energia “più economica” significa mettere a repentaglio la sicurezza di un territorio che ospita uno dei vulcani più pericolosi al mondo.
Su questo tema continuerò la mia battaglia personale, che porto avanti da oltre dieci anni”.
Quali sono i punti fondamentali della sua candidatura e cosa la distingue, nel concreto, dagli altri esponenti della coalizione di centrodestra?
“La differenza è che io porto con me battaglie vere, condotte con coraggio e coerenza, e non promesse di circostanza.
La mia priorità resta la sanità, che rappresenta l’80% del bilancio regionale. De Luca e i suoi dirigenti sono stati più volte indagati per spese discutibili: basti pensare ai 19 milioni di euro spesi per i moduli dell’Ospedale del Mare, inutilizzati e inutilizzabili.
Ho presentato un esposto sulle liste d’attesa, denunciando come il sistema favorisca l’intramoenia a discapito del servizio sanitario pubblico.
Poi l’ambiente, perché la salute si difende prima di tutto con la prevenzione e la prevenzione si fa in un ambiente sano. In Campania, tra bonifiche mai completate e gestione dei rifiuti peggiorata, non si può parlare di qualità della vita.
Infine il tema dell’inquinamento: Napoli è soffocata dal traffico aereo e portuale. Serve un nuovo aeroporto regionale intercontinentale a Grazzanise, progetto cancellato anni fa dalla sinistra.
E naturalmente il lavoro: i nostri giovani non partono più per scelta, ma per disperazione”.
Molti l’hanno criticata per il passaggio dal Movimento 5 Stelle al centrodestra. Come risponde a chi parla di incoerenza politica? Cosa l’ha spinta a questa scelta e cosa ritiene di aver portato con sé dell’esperienza nel M5S?
“Chi mi accusa di incoerenza probabilmente non conosce la mia storia.
Venti anni fa ero tra coloro che, con il gruppo degli “Amici di Beppe Grillo”, costruivano dal basso un modo nuovo di fare politica, con partecipazione e trasparenza. Poi sono diventata consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e ho denunciato dall’interno la deriva che stava prendendo: i valori fondanti venivano sostituiti da logiche di potere e privilegi personali.
Mi dicevano “resta dentro, cambia le cose dall’interno”, ma alla fine sono rimasta sola: non firmavano nemmeno le mie denunce, come quella sull’invio dei rifiuti in Tunisia.
Quando poi il Movimento si è alleato prima con la Lega e poi con il PD, ho capito che tutto ciò in cui credevo era stato tradito.
Io, al contrario, sono rimasta coerente con i miei valori: democrazia, partecipazione, difesa del territorio, concretezza.
Non ho aderito ad alcun partito, non ho tessere, sono rimasta indipendente.
Oggi sostengo la coalizione di centrodestra perché è l’unica in grado di contrastare il sistema di potere costruito da De Luca padre, De Luca figlio e da Fico, con Manfredi a completare il quadro”.
Quali saranno, in caso di elezione, gli obiettivi cardine della sua azione politica in Consiglio regionale? Su quali temi intende concentrarsi nei primi mesi di mandato?
“Le priorità sono quelle che toccano la vita quotidiana dei cittadini: sanità, lavoro, ambiente e legalità.
Ma la prima emergenza che ho riscontrato in questi anni in Consiglio è la mancanza di democrazia e trasparenza nelle istituzioni regionali.
De Luca, a pochi mesi dalle elezioni, ha nominato nuovi dirigenti regionali, consolidando il suo controllo politico sull’amministrazione. Io credo che nella pubblica amministrazione si debba entrare per concorso e merito, non per fedeltà politica. Solo restituendo libertà e autonomia agli uffici regionali si potrà garantire ai cittadini una Regione che funzioni davvero e che non sia più schiava delle clientele”.
Lei ha spesso fatto della partecipazione civica il suo punto di forza. Come pensa di mantenere questo legame diretto con i cittadini all’interno di una coalizione più ampia e strutturata come quella di centrodestra?
“Io continuerò a fare esattamente ciò che ho sempre fatto: ascoltare e lavorare con i cittadini.
Nessun politico può conoscere ogni problema del territorio: servono il confronto, l’ascolto e la collaborazione con chi vive ogni giorno le difficoltà del proprio quartiere, della propria città.
Ci sono associazioni, comitati, gruppi civici che hanno maturato negli anni una conoscenza profonda delle questioni locali. Io non mi sostituisco a loro: li considero una guida preziosa.
Il mio metodo non cambia: studio i temi, mi documento, ma le risposte più vere arrivano sempre dal territorio.
Continuerò a portare la voce dei cittadini nelle istituzioni, come ho fatto in questi dieci anni, con coerenza e indipendenza”.

















