NAPOLI – C’è il rischio di un grande caos al ritorno dalle vacanze sulla questione dehors.

Rischia di restare a metà il piano del Comune per ridisegnare i tavolini e gli ombrelloni dei locali in tutta la città.

Il documento approvato dal Municipio in sinergia con la Federico II e della Soprintendenza, a detta del consigliere comunale Pd Venanzoni, del presidente di “Insieme per Napoli” Gaetano Brancaccio, del presidente del Centro Commerciale Vomero e Confimprese Enzo Perrotta, è parziale, fatto male e che può creare un pericoloso precedente.

LA RISPOSTA DEL COMUNE

Leggo da pochi minuti della convocazione di una critica conferenza stampa dedicata alle occupazioni di suolo per le attività di somministrazione.

Antefatto: nelle scorse settimane abbiamo (Università, Sovrintendenza, Comune, Camera di Commercio) licenziato un primo grande stralcio di una progettazione di ridisegno delle occupazioni suolo che, rese coerenti con l’importante contesto urbano cittadino, consentisse di valorizzare la bellezza unica del centro storico della città di Napoli e di snellire ogni procedura burocratica per le autorizzazioni.

Progetto del Dipartimento di Architettura della Federico II (il meglio disponibile in Italia), regia della Sovrintendenza ai Beni culturali, un motore sapiente di cura delle radici e di innovazione.

Partners il Comune di Napoli e la Camera di Commercio.

Insomma, competenze non chiacchiere!

Un primo grande spaccato del Centro storico, individuato in base alla maggiore presenza di attività che usufruiscono di occupazioni di suolo pubblico, è stato licenziato da poche settimane mettendo in campo una progettazione unica in Italia, non finalizzata a riempire di tavoli e seggiole ogni centimetro di spazio ma a valorizzare qualità dell’occupazione di suolo e contesto urbanistico.

Insomma, la bellezza innalzata a valore praticato e non solo predicato.

È iniziato così, alcuni mesi fa, un lavoro per steep su un grande centro storico, fra i più grandi in Italia, che continuerà allo scopo di completare l’opera a breve.
Infatti, la Camera di Commercio – motore principale – sta già operando al riguardo.

Fatto: oggi un gruppo di buontemponi convoca una conferenza stampa denunciando che si sarebbe in presenza di “un regime di concorrenza sleale”.

Si mischiano politica (PD), aziende regionali (EAV?), avvocati, imprese con una rappresentatività pari ad un prefisso telefonico internazionale.

Un fritto misto davvero interessante!

Al rigore scientifico, all’unicità della proposta si preferisce contrapporre la solita caciara: o tutti o nessuno!

Peccato che il rigore scientifico e la collaborazione istituzionale guardino oltre all’inutilità dei perdenti.

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