Napoli, complesso 700′ a rischio privatizzazione. Acampora: “Intervenga subito il Ministero della cultura”

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Sottrarre a qualsiasi privatizzazione il complesso storico dell’ex Convitto Pontano alla Conocchia nel Rione Sanità, attraverso un intervento del Ministero della Cultura.

È quanto chiesto dai consiglieri comunali di Napoli del Partito Democratico, attraverso la presentazione di un ordine del giorno che sarà discusso nell’assise partenopea. “Il 28 luglio scorso, dopo undici tentativi andati a vuoto, l’immobile è stato ceduto all’asta nell’ambito di una procedura fallimentare presso il tribunale di Napoli Nord – si legge nel documento – ad acquistarlo un’azienda farmaceutica con sede a Roma per circa 1,2 milioni di euro. In tal senso esiste un conseguente rischio di sottrazione definitiva alla fruizione collettiva di un bene che, per la sua storia e per il suo valore identitario, appartiene alla memoria della comunità napoletana”.

Il complesso, realizzato nel XVIII secolo dalla Compagnia di Gesù come luogo di formazione e villeggiatura per gli studenti del Collegio del Salvatore, è stato successivamente destinato a funzioni di grande rilevanza pubblica, accompagnando le principali vicende storiche e sociali della città. “Nel 1884 fu un presidio fondamentale per tutelare la salute pubblica contro l’epidemia di colera, e dal 1886 il complesso divenne per lungo tempo un polo educativo prestigioso, ospitando prima il Convitto Pontano poi l’Istituto Tecnico Industriale Giordani – ricorda il capogruppo dem Gennaro Acampora – parliamo di un’area comprendente edifici storici, spazi aperti e aree verdi, un autentico gioiello in un Rione Sanità già protagonista di importanti processi di rigenerazione urbana”.

Acampora ricorda inoltre che “l’articolo 9 della Costituzione afferma che la Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione. Per questo, pur non avendo alcuna competenza diretta, chiediamo che il Comune di Napoli solleciti il Ministero della Cultura, affinché il governo eserciti con un impegno politico e amministrativo immediato quel diritto di prelazione previsto dal Codice dei beni culturali, in presenza di un chiaro interesse generale. Con questa azione, accompagnata da un successivo coinvolgimento di istituzioni, università, associazioni, enti del terzo settore e realtà territoriali del Rione – conclude Acampora – si può creare un’occasione straordinaria e difficilmente ripetibile, per ospitare in futuro funzioni pubbliche, attività culturali, servizi sociali, poli formativi, spazi per il terzo settore, centri di ricerca, incubatori di innovazione sociale e percorsi dedicati alla memoria storica del quartiere”.

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Gennaro Acampora
Capogruppo PD Comune di Napoli

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