SOMMA VESUVIANA – “Saremo tutti insieme. Domenica 20 Dicembre in ben 4 piazze, alle ore 18, in contemporanea i rispettivi nuclei di Protezione Civile dei Comuni di: Somma Vesuviana, Massa di Somma, Cercola, Sant’Anastasia, del Coordinamento Vesuvius ricorderanno le vittime del Covid, tutti i cittadini di questi 4 paesi che hanno perso la vita durante questa pandemia. In contemporanea dalle quattro piazze dei 4 paesi, si alzeranno al cielo delle Mini – Mongolfiere di luce, una per ogni deceduto. Si tratta di mini – mongolfiere di luce ignifughe e dunque non infiammabili. La speranza è che questa luce possa innalzare l’anima di chi non vive più su questa terra, andando incontro alla luce eterna. Alle ore 18 a Somma Vesuviana verrà suonato il silenzio con la tromba, grazie al musicista Mauro Seraponte. Alle ore 18 e 30, tutti i mezzi dei vari nuclei di Protezione Civile di Massa Di Somma, Cercola e Sant’Anastasia raggiungeranno i colleghi di Somma Vesuviana e ben 15 veicoli della Protezione Civile, si posizioneranno al centro della Piazza Vittorio Emanuele III formando un grande albero di Natale, con lampeggianti accesi e saluto delle sirene. E’ un Natale diverso e lo è per quelle persone, per le tante famiglie che hanno perso i propri cari mantenendo gli affetti”. Lo ha annunciato ora, Vincenzo Secondulfo, Presidente del nucleo di Protezione Civile Cobra 2 di Somma Vesuviana.

Ecco le quattro piazze dalle quali partiranno alle ore 18, in contemporanea, le Mini – Mongolfiere di luce: Piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana, Piazza dell’Autonomia a Massa di Somma, Piazza Libertà a Cercola, Piazza Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

L’evento principale sarà però a Somma Vesuviana.

Ci saranno riprese con il drone dall’alto. Saranno presenti a Somma Vesuviana i sindaci in fascia Tricolore, tutti i mezzi dei quattro nuclei della Protezione Civile di Somma Vesuviana, Massa Di Somma, Cercola, Sant’Anastasia, del Coordinamento Vesuvius. I veicoli posizionati in piazza Vittorio Emanuele III a sirene spiegate e lampeggianti accesi si posizioneranno formando un grande albero di Natale in ricordo di chi non c’è più e per sottolineare in modo chiaro che il Covid c’è.

Ore 18 il Silenzio (solo a Somma Vesuviana nella Piazza) – poi il lancio delle Mini – Mongolfiere ( in tutti i 4 paesi) – alle ore 18 e 30 tutti i nuclei di Protezione Civile del Coordinamento Vesuvius con ben 15 mezzi formeranno un grande albero di Natale al centro di Piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana.

La mattina a Somma anche il Babbo Natale della Protezione Civile.

“Nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria – ha concluso Secondulfo – sempre Domenica 20 Dicembre ma la mattina, ci sarà il Babbo Natale della Cobra2 che distribuirà gratuitamente il kit di mascherine. Anche a Natale non dovremo dimenticare la sicurezza. Nel dramma c’è l’opportunità di recuperare la dimensione intima del Natale”.

Trascorrere le feste in famiglia e con regole.

“Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare i 16 morti di Somma Vesuviana e tutti i morti di questa pandemia. Il miglior modo per rispettarli è ricordare con costanza che ci sono le regole. La curva sta calando ma molto lentamente, qualora non dovessimo rispettare le regole potremmo rischiare una terza, forte ondata. Dobbiamo dimostrare tutti un grande senso di responsabilità – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – e dobbiamo farlo proprio per chi non c’è più. Quest’anno l’Italia registrerà un impennata di decessi rispetto al passato, anche al 2019. Significa che il Covid ha ucciso tante persone anziane ma anche giovani. Il Natale è l’opportunità concreta per ritornare ai valori veri, agli affetti, a quella poesia che sembrava persa. Ci sarò Domenica 20 Dicembre con la Protezione Civile Cobra 2 e con il Coordinamento Vesuvius perché non dobbiamo dimenticare la forza del volontariato, la passione di tanti nostri connazionali che 24 ore su 24 sono in campo per tutelare i nostri paesi e la vita delle persone. Ci sarò per ricordare con grande raccoglimento i nostri concittadini che non ci sono più e tutte le persone, più di 60.000 che in Italia hanno perso la vita”.

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