Nuovo aggiornamento in commissione Welfare sulla delibera per la riqualificazione dei beni confiscati

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NAPOLI – Nella riunione presieduta da Maria Caniglia l’assessora ai Diritti di cittadinanza e alla coesione sociale Laura Marmorale ha fornito chiarimenti sulla delibera 484 di presa d’atto di ammissione a finanziamento per le strutture di vico VI Duchesca e via Vittorio Emanuele III a Secondigliano.

La delibera in discussione (n. 484 del 18.10.2018) riguarda la presa d’atto dell’ammissione al finanziamento PON Legalità 2014/2020, per circa 1 milione e 500mila euro, del progetto per la riqualificazione di due beni confiscati alla criminalità organizzata e la conseguente variazione del bilancio di previsione 2018/2020. I due beni in questione sono quelli di vico VI Duchesca n. 12 e via Vittorio Emanuele III n. 13.

Il progetto ammesso a finanziamento prevedeva la creazione, nei beni riqualificati, di centri per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari e dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, umanitaria e sussidiaria. In questi giorni, c’è stata una interlocuzione con la Prefettura, ha spiegato l’assessora Laura Marmorale, per una modifica del progetto alla luce delle indicazioni fornite dal ministero dell’Interno, per cui l’originario progetto ha lasciato il passo a quello della creazione di un centro polifunzionale di servizi per cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti.

La struttura confiscata di vico VI Duchesca non è destinata, dunque, a diventare un nuovo centro di accoglienza per migranti ma una struttura polifunzionale di servizi al territorio, aperta alla cittadinanza così come ai migranti regolari.

Diversi i servizi che saranno offerti, dall’orientamento al lavoro all’assistenza a quanti vogliano accedere al microcredito o creare una startup industriale o, per i migranti che lo richiedano, per progettare un rientro al proprio Paese.

Nessun timore, quindi, di una nuova affluenza di migranti in una zona già molto in sofferenza per la presenza nel vicino Vasto di numerosi CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), strutture sulle quali il Comune non ha nessuna competenza. È notizia di questi giorni che è in corso un’azione di decongestionamento da parte della Prefettura, che ha avviato lo spostamento di molti migranti in altre strutture della provincia.

Per quanto riguarda invece la struttura di Secondigliano, ha concluso l’assessora Marmorale, solo a seguito di una verifica tecnica, sarà possibile ipotizzare che il centro da realizzare ospiti anche donne vittima di violenza e donne vittime di tratta.

Tra i consiglieri intervenuti, Moretto (Prima Napoli) ha obiettato che la delibera è stata costruita con approssimazione, ed anche la nuova formulazione desta perplessità: non si può infatti pensare ad integrare in un territorio, come il Vasto, che è già saturo e ha manifestato forti disagi; Marta Matano (Mov. 5 Stelle) ha riferito la preoccupazione espressa da molti abitanti anche di Secondigliano che, peraltro, hanno sottolineato l’urgenza di risposte sulla dispersione scolastica e sulla violenza contro le donne; Laura Bismuto (Dema) ha chiesto di chiarire in Consiglio se le modifiche che il Comune ha proposto saranno accettate dal Ministero ed ha sottolineato la necessità di operare per non perdere l’importante finanziamento.

L’assessora Marmorale, nel concludere la riunione, ha assicurato che terrà informata la commissione sull’esito di un’ulteriore verifica con Ministero e Prefettura sulla modifica della scheda progettuale ed anche, come richiesto dalla presidente Caniglia, sull’esito del sopralluogo che effettuerà prossimamente presso la struttura di Secondigliano per verificare la praticabilità di ampliare la platea dei beneficiari del centro alle donne vittime di violenza.

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