Piantedosi: “Massima attenzione per disarmare Napoli”

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“Non è affatto un periodo in cui la città di Napoli registra una particolare emergenza acuta di criminalità o di termini di questioni di sicurezza, anche proprio da un anno in altro, ma soprattutto se lo retrodatiamo a dieci anni fa”.

Così a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in prefettura a Napoli il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che aggiunge: “tuttavia ci sono stati degli episodi, delle situazioni che abbiamo analizzato nella loro specificità che ci consigliano di fare qualche cosa di particolare perché c’è ricorrente, crescente, presenza di armi a disposizione talvolta anche di ragazzi, in alcuni casi anche minorenni, quindi ci siamo posti il problema di che cosa si può fare di più”.

E per quanto riguarda le risorse, “che abbiamo assegnato e che assegneremo ancora” Piantedosi puntualizza: “ho fatto presente al sindaco, a tutti i presenti al tavolo, che noi solo dall’inizio del 2025, quindi parliamo di questo anno e mezzo, abbiamo assegnato all’area metropolitana di Napoli più di 1.532 unità delle tre forze di polizia”.

Considerando il turnover di agenti e militari, per cui “escono persone di 60 anni ed entrano persone di 25”, tra luglio e settembre a Napoli saranno destinate “altre 140 unità di personale polizia, carabinieri, finanza”.

“Insomma – rimarca il ministro – c’è un’attenzione doverosa che non è mai venuta meno e che ci sarà e che sarà ulteriormente potenziata”.

Altre risorse saranno destinate per il completamento di ulteriori 352 telecamere “che si andranno ad aggiungere alla rete di 800 e passa che già abbiamo, 900 circa”.

Sempre a proposito dei sistemi di videosorveglianza, Piantedosi spiega: “manuterremo le telecamere che sono esistenti. C’è un livello di buona efficienza, solo l’80% tenuto in efficienza ma quelle che sono da ripristinare lo faremo.

Destineremo ulteriori iniziative, ulteriori risorse che abbiamo come il ministero dell’Interno sia parte del Dipartimento della pubblica sicurezza, sia con i fondi coesioni del Ministero dell’Interno”.

Il focus particolare, delle forze di polizia in accordo con la magistratura, sarà “disarmare la città”.

In riferimento alla sparatoria a piazzetta Montesanto “e a quel signore che girava col Kalasnikov”, Piantedosi dice “al di là della portata criminale, che giustamente indigna la popolazione, il che vuol dire che c’è adesso un’aspettativa della cittadinanza, una ribellione rispetto a questi episodi, bisogna combattere il senso di impunità”.

“Ma i reati – conclude – l’anno scorso erano di meno dei reati dieci anni fa. Se la gente ci chiede di fare di più noi ce ne dobbiamo fare carico. E quindi, evidentemente, dobbiamo fare non solo di più ma meglio”.

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