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NAPOLI – “Non essendo in grado di ricostruire come sono andate le cose, non posso escludere assolutamente niente, non mi piace pensare ai complotti e mi viene difficile, ma nelle condizioni in cui sono non escludo niente”.

Lo ha detto Valeria Valente, parlamentare Pd e consigliere comunale di Napoli, in merito alla vicenda di Federica de Stefano, la ragazza affetta da sindrome di down che si è ritrovata candidata a sua insaputa nella lista Napoli Vale, a sostegno della Valente, candidata sindaco di Napoli per il Pd alle scorse comunali.”Sarebbe l’ipotesi più triste, che mi amareggerebbe ancora di più – ha affermato – ma non posso escludere niente, alcuna ipotesi, un complotto, un pasticcio dell’ultim’ora o disattenzione”. “Si possono mettere in lista persone fidate a cui si chiede la cosiddetta candidatura di servizio – ha sottolineato – ma non credo che si debba ricorrere a tutto”.“Un tempo esistevano i riempilista, amici o anche parenti che davano la propria disponibilità per permettere a una lista di avere il numero minimo di candidati necessari a partecipare a una campagna elettorale. Era ed è un’abitudine non proprio rispettosa della democrazia, ma comunque legale e ben diversa dalla vicenda dei “candidati a loro insaputa” sulla quale bisogna fare piena chiarezza soprattutto per capire come abbiano fatto i presentatori delle liste ad avere i documenti degli ignari candidati”.Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini, sottolineando che “a quanto si sta apprendendo, la maggior parte dei candidati inconsapevoli sarebbero donne e pare evidente che siano state inserite per raggiungere la quota minima di 1/3 per evitare che una lista non sia ammessa alle elezioni”.“E’ uno dei frutti avvelenati delle leggi sulle quote rosa” hanno aggiunto i Verdi per i quali “resta da capire come sia stato possibile ottenere i dati sensibili e personali di ignari cittadini e le copie dei documenti e ci auguriamo che non ci siano “complici” nella macchina amministrativa comunale”.(ANSA)

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