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NAPOLI –  “Ho risposto alle domande che mi sono state fatte, con la massima serenità. È nostro interesse accertare la verità quanto prima”. Lo ha detto Valeria Valente, parlamentare e capogruppo del Pd a Napoli uscendo dalla Procura di Napoli dove è stata sentita come persona informata sui fatti in merito ai candidati a loro insaputa inseriti nella lista Napoli Vale.

«In relazione alle vicende che mi vedono interessato, pur ritenendo di non aver commesso alcuna irregolarità ed in attesa che la mia posizione venga chiarita, ritengo opportuno autosospendermi dal Partito Democratico». Lo dichiara il consigliere comunale Salvatore Madonna, iscritto nel registro degli indagati per la vicenda dei candidati a loro insaputa inseriti nella lista di Valeria Valente, che oggi è stata sentita in procura a Napoli.Dura la reazione del sindaco de Magistris che ha affermato: “La Valente tutto si pò dire tranne che è parte lesa come ha detto i primi giorni. Sul tema delle dimissioni non volgio entrare è un fatto che attiene alla coscienza professionale di ognuno. E’ una situazione deprecabile e squallida che non attiene alla dialettica politica che si fa in campagna elettorlale. Diversi hanno fatto di tutto per vincere non solo in maniera democratica e onesta”. Ancora più lapidario il commento di Francesco Nicodemo: «Valeria Valente deve dimettersi. Spero che ora si organizzi il congresso».“Purtroppo, come denunciammo già quando si stavano preparando le alleanze, il Pd ha usato le comunali di Napoli per risolvere problemi interni invece che per proporre un programma concreto ai napoletani e i risultati, a parte quelli elettorali, sono quelli che stanno emergendo in queste ore con candidati inconsapevoli di essere finiti in lista e polemiche infinite”.Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il portavoce regionale Vincenzo Peretti, per i quali “al di là del lavoro della Magistratura, ora dovrebbe essere il Pd a fare chiarezza al suo interno anche per non dare la possibilità a personaggi, come Martusciello, che hanno fatto del consociativismo un marchio di fabbrica nella loro carriera politica di accusare dello stesso comportamento la stessa Valeria Valente e il sindaco de Magistris con dichiarazioni a nostro avviso ridicole”.

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