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NAPOLI – La Cassazione ha stabilito che il saluto fascista non è  reato ma libera «manifestazione del pensiero».

Con la sentenza n. 8108, la Corte Suprema ha respinto il ricorso della Procura Generale di Milano, confermando le decisioni del gup e della Corte d’Appello. Il percorso comune che ha portato alla sentenza ha riguardato il fatto che le legge non punisce «tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare ilpericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste», e igesti e le espressioni «idonei a provocare adesioni e consensi».Sulla vicenda è intervenuto con un tweet anche il sindaco di Napoli de Magistris che precisa: “Il fascista criminale che ha sparato e ferito a Macerata, seminando il terrore, non è un folle isolato, ma il prodotto di un progetto criminale: il ritorno dell’ideologia fascista. La Costituzione e la Repubblica mettono fuori legge le organizzazioni che si ispirano all’ideologia fascista. Eppure chi dovrebbe impedire – avendone l’obbligo giuridico – che operino partiti e movimenti che si ispirano a quella ideologia non lo fa. È inerte. Eppure l’ordine politico costituito fu …così solerte – compresi quelli che dovrebbero agire per contrastare le organizzazioni di tipo fascista – ad attaccarci quando dicemmo NO al comizio di Salvini nella Mostra d’Oltremare di Napoli. Salvini è uno dei principali responsabili del clima di odio innescato nel nostro Paese. Noi vogliamo, invece, l’Italia coesa, solidale, giusta, unita nelle autonomie e nelle diversità. Non vogliamo l’Italia degli egoismi e dei razzismi. Le persone sono tutte diverse ma tutte uguali nei diritti e nei doveri. Hanno ripreso anche ad utilizzare il termine razza in maniera irresponsabile, vergognosa. Napoli è città antifascista, medaglia d’oro al valor militare, prima città d’Europa – nelle quattro giornate del 1943 – a liberarsi dall’occupazione nazifascista con una clamorosa ribellione popolare. La Costituzione si attua, non si calpesta. Nella nostra città, ogni giorno, lottiamo per costruire comunità dell’accoglienza, della solidarietà, dell’amore, contro chi semina rancore, odio e violenza. Venerdì e Sabato sono stato a Ponticelli, Miano e San Giovanni per ricordare vittime della violenza camorristica e per sostenere le ragazze e i ragazzi che vogliono far sentire il rumore del loro talento e il fragore della loro voglia di vita rispetto al botto di un colpo di pistola, la cui propalazione mediatica, spesso, è più forte e veloce della potenza dell’amore dei giovani figli di questa terra. La nostra città vincerà – con i tantissimi combattenti della non violenza – la sfida contro le tante forme di violenza e sarà sempre in prima linea contro ogni forma di fascismo.”

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