NAPOLI – Le commissioni Bilancio e Infrastrutture, presiedute rispettivamente da Manuela Mirra e Gaetano Simeone, hanno oggi esaminato la delibera approvata dalla Giunta lo scorso 15 marzo di proposta al Consiglio per l’approvazione dell’aumento di capitale dell’Anm per 65 milioni di euro attraverso il conferimento di immobili di proprietà del Comune. Hanno partecipato alla riunione l’amministratore unico dell’azienda, Ramaglia, e i tre assessori competenti, Palma (Bilancio), Panini (Lavoro e Crisi) e Calabrese (Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità). Ampio il dibattito sulle misure di risanamento previste, sulle quali i due presidenti di commissione hanno preannunciato che svolgeranno, una volta approvato il piano dal Consiglio, una azione stringente di monitoraggio.La riunione è stata aperta dall’amministratore unico dell’Anm spa, Ramaglia, autore della relazione allegata alla delibera, da cui emerge la situazione deficitaria della società e la proposta di misure per lo stabile risanamento e rilancio di Anm per il triennio 2017/2019; tale situazione è alla base della decisione del Comune di ricapitalizzare l’azienda. Ramaglia ha spiegato che il bilancio 2015 dell’azienda si è chiuso con una perdita di esercizio di 42 milioni di euro, alla quale si aggiungono 27 milioni evidenziati dal preconsuntivo al 30.11.2016, il che riduce il patrimonio netto dell’azienda ad 8 milioni, circa un terzo del capitale di partenza. Non essendosi realizzate le condizioni che sostenevano il precedente piano industriale (2014/2017), si pone oggi il problema della ricapitalizzazione che deve essere accompagnata da una serie di misure di risanamento e di rilancio da realizzare entro il 2019. In sintesi: l’azienda concentrerà la produzione in ambito urbano (con servizi su gomma per 12 milioni di chilometri e su ferro per 6,3 vetture a chilometro) cedendo ad altro operatore il servizio suburbano ad eccezione di quello filoviario; ci sarà l’accompagnamento alla pensione per 140 dipendenti (non si tratta di personale di esercizio, che è comunque carente: il piano prevede l’assunzione di 160 nuovi autisti) e la riconversione di altri 85 dipendenti (60 saranno destinati al ruolo di controllo e 25 alla sosta), mentre 69 dipendenti migreranno verso altre partecipate; sarà ceduto a Napoli Servizi il servizio di segnaletica (20 dipendenti); nell’efficientamento dei costi del personale rientra anche il ripristino delle 39 ore settimanali per una quota di personale amministrativo che lavora attualmente per 34 ore e una riduzione del 20% del salario dei dirigenti. Alla richiesta venuta nel dibattito – da parte di Rosario Andreozzi (Dema) e David Lebro (La Città) sull’esistenza in azienda di regimi di “superminimi” – l’a.u. di Anm ha confermato che nessun nuovo regime è stato instaurato dal 2011.

A queste misure si aggiungono le leve tariffarie e gestionali (con un aumento progressivo dei biglietti in 3 anni fino a 1.30 nel 2019, l’aumento delle tariffe di sosta nei parcheggi comunali, l’aumento dei parcheggi per i residenti sulle strisce blu, l’aumento delle tariffe per i bus turistici).L’assessore al Bilancio Palma ha parlato di una filosofia nuova che si afferma con l’autorisanamento dell’azienda e il monitoraggio della realizzazione delle azioni strutturali previste nel piano di Anm per garantire i lavoratori e il miglioramento del servizio di trasporto pubblico. Il Comune di Napoli assume importanti impegni, accanto all’aumento del capitale di Anm per 65 milioni di euro, destinando per i prossimi tre anni, 54 milioni di euro all’anno per garantire i servizi di trasporto pubblico e 3 milioni di euro all’anno per le manutenzioni straordinarie delle infrastrutture. Il Comune si impegna a mantenere costanti i flussi di risorse (100 milioni sono stati trasferiti nel corso del 2016); se non si eliminano le criticità strutturali, ha concluso l’assessore al Bilancio, il servizio di trasporto pubblico non potrà essere migliorato, da qui è derivato il forte impegno dell’amministrazione nel lavoro di accompagnamento nell’elaborazione del piano di risanamento. Nel corso della relazione, e nella replica agli interventi e alle domande dei consiglieri, l’assessore Palma ha chiarito che la ricapitalizzazione oggi proposta è resa possibile dal nulla osta che il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva già accordato nel febbraio del 2016 (necessario perché la legge vieta la ricapitalizzazione di partecipate che abbiano riportato perdite per tre esercizi successivi) e che era stato accordato sul precedente piano industriale (2014/2017) del quale l’attuale costituisce un aggiornamento; infatti, la ricapitalizzazione precedentemente accordata, l’amministrazione non l’aveva effettuata in attesa di un piano di risanamento più strutturato e strategico. Infine, sul punto sollevato nel dibattito sul fondo vincolato, l’assessore ha confermato che il bilancio ha correttamente appostato le risorse necessarie a ripianare le passività potenziali delle partecipate. L’assessore al Lavoro Panini ha precisato i termini ai quali si è pervenuti dopo la trattativa con i sindacati (non tutti hanno firmato l’intesa sul piano) evidenziando come risultati positivi il fatto che sia gli esodi che le mobilità del personale sono su base volontaria, che la contrattazione integrativa non viene messa in discussione e, per quanto riguarda il pagamento dei premi di risultato, che questi saranno pagati, con la cadenza dei finanziamenti regionali attesi, in ogni caso non oltre giugno 2017.Molti gli interventi seguiti alle relazioni: il consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), nel preannunciare proposte migliorative in Consiglio, ha espresso forti preoccupazioni soprattutto relativamente al fatto che l’autorizzazione del MEF alla ricapitalizzazione si riferiva ad un piano di risanamento per il 2014 – 2017, quando le previsioni di perdita erano inferiori a quelle che effettivamente si sono prodotte nel bilancio Anm e al mancato inserimento dell’importo delle passività nel fondo vincolato del previsionale 2016; Ciro Langella (Dema) ha ricordato che il piano di rilancio presentato ha il pregio di mettere in sicurezza i lavoratori, e ha chiesto rassicurazioni sulla sorte dei 69 lavoratori che andranno in mobilità verso altre partecipate e chiarimenti sulle attuali risorse di personale impegnato nel contrasto all’evasione; pericoloso, secondo Aniello Esposito (Partito Democratico) votare questa delibera che, ricordando quanto già avvenuto con la ricapitalizzazione di Bagnolifutura, poi fallita, espone i consiglieri ai rilievi della Corte dei Conti; sul personale, ha difeso i lavoratori, oggi sottoposti ad insulti per essersi mobilitati per la sicurezza dei viaggiatori: sulla loro pelle viene impostato il piano di risanamento che, peraltro, non prevede nessun incremento dei mezzi e dei depositi; Gaetano Troncone (Misto) ha rivendicato la necessità, entro la prossima seduta consiliare, di un maggiore approfondimento sulla valutazione e consistenza degli immobili che il Comune si appresta a cedere alla Anm, chiedendo inoltre quali sono state le ricadute della fusione delle aziende di trasporto; un piano inefficiente ed inefficace che non sanerà l’Anm ma danneggerà lavoratori e cittadini, secondo Vincenzo Moretto (Prima Napoli), che ha inoltre criticato la gestione politica delle partecipate, gli elevati stipendi dei vertici; è necessario, secondo Mario Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra), riaffermare il principio che i trasporti rappresentano un asse strategico che deve rimanere pubblico ma anche fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato alla crisi attuale, come l’incremento della rete metropolitana con costi non sostenuti da adeguati trasferimenti: la battaglia politica deve essere trasversale per ottenere una più equa ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti ed il trasferimento da parte della Regione dei 13 milioni di euro annui per il bilanciamento dei costi del personale; Andrea Santoro (Misto – Fratelli d’Italia) ha ricordato che gli interlocutori di oggi sono gli stessi che hanno portato alla fusione di Anm nella Napoli Holding, un’operazione che non ha portato benefici e che rende poco credibili le proposte in discussione, riservandosi di verificare gli attuali, troppi, centri di spesa di Anm, azienda che avrà comunque poca liquidità per fornire un servizio efficiente; Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) ha ribadito che il ciclico richiamo al senso di responsabilità del Consiglio, in occasione di votazioni di delibere così importanti, può avere risultati solo se alle opposizioni viene data la possibilità di fornire contributi concreti; per Fulvio Frezza (Riformisti Democratici con de Magistris) è un dovere morale procedere alla ricapitalizzazione, anche se bisognerà chiarire le modalità con le quali saranno messi a reddito i beni ceduti; necessaria un’azione congiunta con Regione e Governo per ottenere i fondi dovuti.

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