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NAPOLI – “Sono tornato alla mia casa madre, dove posso finalmente ragionare con la testa e mettere da parte i sentimenti”. Così Nello Di Nardo, ex senatore dell’Italia dei Valori e fino a pochi giorni fa capo della Protezione Civile della Regione Campania, nel corso della conferenza stampa indetta da Forza Italia, per la presentazione dello stesso in Forza Italia.

Un’iniziativa svoltasi alla presenza del coordinatore regionale, il senatore Domenico De Siano, il capogruppo regionale Armando Cesaro, il coordinatore provinciale, Antonio Pentangelo, il parlamentare Carlo Sarro, il responsabile nazionale per il Sud, Severino Nappi e la consigliera regionale, Flora Beneduce.

“Io non ho tradito nessuno, non ho mai tradito nessuno, sono qui – sottolinea Di Nardo – perchè il mio partito non esiste più. In questi anni ho sostenuto Italia dei valori, ma oggi non esiste più. Tantè che lo stesso Di Pietro, pochi giorni orsono, ha sconfessato quello che ha fatto in passato. A quel punto ho sentito il dovere – ricorda ancora – di ragionare con la testa e non più con il cuore”. “Ed è per questo – sottolinea l’ex sottosegretario agli Interni – che sono qui. Sono qui anche perché ho apprezzato il programma di Forza Italia, finalmente di parla di sicurezza e di lavoro. Domenica sono stato a Fiuggi, ho ascoltato Berlusconi e ho capito che questa era ed è veramente la mia casa”.

“Sono entrato in Forza Italia in punta di piedi, senza – preme a ricordarlo – senza calpestare i piedi a nessuno, ma con lo stesso spirito di servizio di sempre e l’umilità che mi contraddistingue. Io ho sempre fatto la politica per servizio”. Dal programma di Fi, che Di Nardo parte all’attacco delle politiche regionali messe in atto dal governatore Vincenzo De Luca e dalla sua maggioranza: “Qui viviamo – sottolinea – in una regione, la Campania, dove la disoccupazione è incredibile. E’ inutile dire che i disoccupati sono diminuiti, non è vero, i disoccupati sono sempre disoccupati”. “Se non avessimo in questa regione – rimarca Di Nardo – ancora i nonni che danno al possibilità ai figli e ai nipoti di poter andare avanti, noi avremmo ancora una regione in uno stato veramente impossibile da sopportare”.

Ma gli attacchi non finiscono qui, anzi senza peli sulla lingua Di Nardo spara bordate ancora alla sua ex coalizione. “Mi hanno mandato in trincea a sparare il nemico, ma – sottolinea – era la mia colazione a sparare me. A questo punto era meglio disertare, andare dall’altra parte che invece farsi sparare e farsi uccidere”. “Per spirito di servizio e per dignità, che mi ha tutelato e salvaguardato, sono andato avanti. Poi ho detto basta e lasciato l’incarico. Ma voglio chiarire che – aggiungere – era il delegato, il consigliere di me stesso, perchè in due anni non ho mai avuto il piacere di parlare con De Luca. Non ho mai partecipato ad una riunione importante, dove era presente solo il vertice deluchiano ed io non sapevano, non mi facevano sapere mai nulla”.

“Mi chiamavano solo quando c’erano problemi da risolvere, vedi – ricorda rammaricato – il terremoto in centro Italia o gli incendi sul Vesuvio o la questione rifiuti. A quel punto mi sono attivato, ho chiesto un appuntamento con De Luca e non mi è stato accettato. Ho mandato una lettera e nessuno mi ha risposto. Era chiaro che non ero ben accetto. Così non si fa la politica e chi è nelle Istituzioni non si comporta così”. “La colpa non è di De Luca, ma – rimarca – della colazione.

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