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NAPOLI – Bagarre martedì mattina in Consiglio comunale a Napoli. Dieci donne aderenti agli Osa (operatori socio assistenziali) hanno bloccato i lavori dell’Assise cittadina dopo un’ora dall’inizio. Al centro della protesta la mancata occupazione e le spettanze arretrate. Per i manifestanti le colpe sono sia del Comune sia della Regione.

Il consiglio era iniziato con un minuto di silenzio per ricordare Ibrahim, il ragazzo di colore deceduto al Loreto Mare per un possibile caso di malasanità. Poi i lavori hanno affrontato due problemi che in queste ore hanno riempito le pagine di cronaca: l’emergenza incendi e la gestione dei campi rom. Dopo un lungo dibattito e l’approvazione di un emendamento, la delibera è stata approvata con 22 voti favorevoli. Subito dopo, su proposta del consigliere Buono, la seduta è stata sospesa per venti minuti per consentire un confronto sulle modalità di prosecuzione dei lavori. Presieduto da Alessandro Fucito, il Consiglio comunale ha ripreso i sui lavori, dopo la sospensione, con 29 consiglieri presenti. Il presidente ha quindi ricordato il mandato ricevuto dalla Conferenza dei Presidenti per la trattazione come primo punto all’ordine dei lavori della delibera 348 sul riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte d’Appello a favore del Consorzio CR8. La consigliera Carfagna (Forza Italia) ha invece proposto l’inversione dei lavori per discutere, dopo questa delibera, la delibera 276 sui debiti fuori bilancio, mentre il consigliere Santoro (Misto-Fratelli d’Italia) ha proposto di mantenere il primo punto già definito, la riformulazione dell’art. 37 dello Statuto. Il consigliere Esposito (Partito Democratico), sull’ordine dei lavori, ha sottolineato l’assenza in aula sia del Sindaco che del vice Sindaco, mentre la consigliera Valente (Partito Democratico) ha ricordato che in Conferenza dei Presidenti erano state concordate le date dei Consigli sulla base della disponibilità del primo cittadino.
La proposta di inversione dell’ordine dei lavori del presidente Fucito è stata approvata a maggioranza. La consigliera Menna (Movimento 5 Stelle) ha illustrato la questione pregiudiziale ai sensi dell’art. 41 del Regolamento interno, sottolineando che il pagamento della somma in oggetto deriva da un provvedimento giudiziario e, pertanto, avrebbe dovuto seguire la procedura prevista per i debiti fuori bilancio e non quella individuata e poi seguita dagli uffici e dall’Amministrazione. A favore della pregiudiziale sono intervenuti i consiglieri Santoro (Misto- Fratelli d’Italia) e Moretto (Prima Napoli). La pregiudiziale, votata per appello nominale, è stata respinta con 21 voti contrari, 11 favorevoli e un’astensione.
L’assessore Panini ha quindi esposto la delibera 348, sottolineando che le risorse relative sono già appostate e che la scrittura privata che vincola il Comune al consorzio prevede il pagamento di 19 milioni di euro. L’interlocuzione col Governo fa ritenere che una parte consistente della somma sia ascrivibile al Governo centrale. Il debito scaturisce dagli interventi di ricostruzione post terremoto e dal lodo arbitrale del 2004 che fissò in oltre 61 milioni di euro la somma da pagare da parte del Comune. La domanda di riassunzione in giudizio presentata dall’Avvocatura comunale fu poi respinta dalla Corte d’Appello, seguita da un ricorso in Cassazione, e da altre azioni per opporsi al pagamento, ancora in attesa di definizioni. L’interlocuzione con il consorzio ha portato quindi alla stesura di un atto privato che prevede il pagamento della somma di 19 milioni oggi in discussione e il congelamento della parte residua per arrivare a 85 milioni fino a novembre di quest’anno, in attesa di poter definire con il Governo centrale una transazione, che si auspica possa andare in porto.
La presidente della commissione Bilancio ha ricordato il lavoro di approfondimento svolto ieri in commissione, rilevando la condivisione del contenuto dell’atto anche da parte dell’opposizione che ha preso atto della necessità di uniformarsi alla sentenza emessa nei confronti del Comune.
Nel dibattito successivo, sono intervenuti i consiglieri: Arienzo (Partito Democratico) per ricordare che l’anno scorso la vicenda del debito fu sollevata proprio dal suo partito e giudicata non rilevante da parte dell’assessore al bilancio; Lanzotti (Forza Italia) per sottolineare che il trascorrere del tempo, almeno un anno, da parte dell’Amministrazione, che ha ritenuto di poter risolvere diversamente la situazione, l’ha invece aggravata, facendo aumentare il debito, chiarendo poi che, da parte del proprio gruppo, non è mai stato espresso consenso ad un atto che viene considerato frutto di una grave superficialità; Moretto (Prima Napoli) rilevando una serie di irregolarità formali e l’impossibilità di condividere una scelta che aprirebbe la strada ad altri pagamenti milionari. L’assessore Panini ha brevemente replicato, ricordando l’assoluta opportunità che il Consiglio approvi la delibera sui debiti fuori bilancio 2015/2016 e, in riferimento alla delibera 348, che almeno i due terzi del debito fanno riferimento al governo centrale. Dopo l’approvazione a maggioranza di un emendamento, primo firmatario il consigliere Rinaldi (Napoli in Comune a Sinistra), per inserire dopo i punti del deliberato, la salvaguardia di eventuali azioni nei confronti di terzi diversi dal consorzio, in particolare di altre istituzioni, e l’intervento del consigliere Santoro, che ha annunciato voto contrario, la delibera è stata votata per appello nominale e approvata con 22 voti favorevoli.
Su proposta del consigliere Buono (Verdi – Sfasteriati), la seduta è stata sospesa per consentire un confronto sulle modalità di prosecuzione dei lavori.

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