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NAPOLI – Della possibilità di utilizzare il bene di proprietà del Comune, chiusa in attesa di restauro, per attività legate al territorio si è discusso oggi in commissione Cultura.Riaprire la chiesa di Santa Croce al Mercato, chiusa dal dopo terremoto, per restituirla al territorio, offrendo l’opportunità di realizzare nei suoi spazi attività sociali e culturali. La richiesta, sottoscritta da un insieme di soggetti protagonisti attivi del territorio – tra i quali i centri commerciali naturali delle Antiche botteghe tessili di piazza Mercato e del Borgo Orefici e gli istituti scolastici Campo del Moricino e Isabella d’Este – già formalizzata diversi anni fa, è stata riproposta oggi in commissione Cultura, presieduta da Elena Coccia, da Claudio Pellone, presidente delle Antiche botteghe tessili.

L’attenzione dell’Amministrazione per la riqualificazione di piazza Mercato, a partire dall’approvazione, nel 2016, del documento preliminare di Piano urbanistico attuativo dell’ambito 21 comprendente piazza Mercato e piazza del Carmine, è stato ricostruito da Patrizia Vollero, del Servizio di Pianificazione urbanistica generale, che ne ha sottolineato anche l’aspetto di apertura alla partecipazione attiva del territorio nella gestione dei siti da riqualificare. Tra questi, la chiesa di Santa Croce, per la quale partiranno a breve i sondaggi necessari alla redazione del progetto esecutivo di restauro, cui seguirà, presumibilmente in autunno, l’avvio della gara, a cura del Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche. Piazza Mercato, inoltre, sarà teatro del primo intervento del lotto 3 degli interventi per il Centro storico di Napoli ad essere cantierizzato, come ha spiegato il responsabile del programma Unesco e valorizzazione della Città Storica Luca D’Angelo.
Preoccupazioni sui tempi d’intervento e sulle successive modalità di affidamento della chiesa sono state espresse dal consigliere della Seconda Municipalità Ciro Cinquegrana, mentre i consiglieri Felaco e Vernetti (Dema) hanno auspicato una rapida soluzione degli ostacoli alla realizzazione del restauro e alla consegna della chiesa alla fruizione di chi vive e lavora per il recupero e la difesa del territorio.
Il dirigente del Servizio patrimonio artistico e valorizzazione sociale degli spazi Fabio Pascapè ha spiegato come l’ampio ventaglio di modalità di utilizzo dei beni di proprietà del Comune per fini di utilità civica e sociale consentirà di individuare la migliore soluzione possibile per raccogliere e soddisfare le richieste di quanti da anni chiedono l’apertura della chiesa ad attività che valorizzino il territorio.

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