NAPOLI – La commissione Scuola ha oggi approfondito il tema del diritto all’abitare per gli studenti ascoltando le proposte della Rete della Conoscenza, network di studenti medi e universitari, e valutando diverse proposte, tra cui quella di istituire una agenzia per la casa che faccia da intermediario tra i proprietari di case e gli studenti.

Il presidente della commissione, Luigi Felaco, ha introdotto l’incontro suggerendo che, su un problema così sentito come l’abitare per gli studenti, anche a Napoli si dia vita ad uno strumento fruibile che, mettendo in relazione gli studenti, i proprietari di immobili, le Università e il Comune di Napoli, agevoli gli studenti nella ricerca di un alloggio e aiuti l’emersione dal nero di un settore importante, quale quello degli affitti agli studenti. Primo passo potrebbe essere la creazione di un elenco delle disponibilità abitative che i giovani potrebbero trovare all’Università ma anche agli Uffici per le Relazioni con il Pubblico comunali, per orientarsi nella ricerca.
Il diritto all’abitare è strettamente connesso alla legalità, per la consigliera Menna (Mov. 5 Stelle) che ha proposto incentivi fiscali per i proprietari che affittano in modo regolare e l’utilizzo, mettendolo a reddito, del grande patrimonio comunale, soprattutto del centro storico, attivando una sinergia con le università, per la creazione di studentati, o anche di foresterie per gli studenti Erasmus, di cui c’è particolare bisogno a Napoli dove non esistono campus universitari come in altre città; se nel breve periodo sono interessanti operazioni che mirino a far emergere il mondo sommerso degli affitti agli studenti, sul lungo periodo, ha suggerito il consigliere Pace (Dema), occorre verificare lo stato dell’arte di proposte già avanzate, come quella dell’area ex Nato di Bagnoli e quella di destinare a questo fine parte dell’ex Albergo dei Poveri, intercettando anche, in collaborazione con le università, i finanziamenti europei.
La proposta di costituzione di una Agenzia degli Affitti pubblica che faccia da intermediario tra domanda ed offerta di alloggi per gli studenti è stata articolata da Maria Laura Amendola della Rete della Conoscenza per la quale, come anche ha sostenuto il dottor Vani che accompagnava gli studenti, è importante dar vita a politiche d’incentivazione fiscale per la stipulazione da parte dei proprietari di casa di contratti “calmierati” agli studenti, aiutando così l’emersione del sommerso. Per la Rete della Conoscenza questo tipo di intervento potrebbe affiancare gli altri che, così come prefigurato dalla “dichiarazione dei diritti di cittadinanza dei soggetti in formazione” alla quale il Comune di Napoli ha aderito con una delibera, si propongono di “accogliere” gli studenti che vengono da fuori per i quali, innanzitutto dal punto di vista della mancanza di informazioni, il primo approccio è traumatico.
Anche l’ipotesi di attivare per gli studenti fuori sede la richiesta di residenza temporanea, con la possibilità di usufruire di alcuni servizi, come l’assistenza sanitaria, potrebbe inserirsi in questo percorso di accoglienza, come suggerito da Granato, dello staff dell’assessore alle Politiche per la casa, Panini, che oggi non ha potuto partecipare alla riunione con il quale, però, come ha anticipato il presidente Felaco, un incontro è previsto per la prossima settimana.

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