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NAPOLI – E’ ancora scontro nel Pd sulle primarie con l’ex governatore della Campania, Antonio Bassolino che starebbe valutando la possibilità di scendere in campo con una propria lista civica. Intanto la sua diretta avversaria, Valeria Valente puntualizza ancora una volta che non ci sono stati brogli nella consultazione e che il risultato è regolare. Intanto l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani va all’attacco e parla di “fatti incredibili”.

“Sabato ore 10,30 al teatro Augusteo ‪#napoliriparte”. É l’appuntamento che annuncia a tutti Antonio Bassolino su Twitter, il giorno dopo la bocciatura del suo ricorso per l’esito delle primarie di centrosinistra che si sono svolte domenica scorsa a Napoli.‬

Lista civica? In molti mi spingono – “Molti miei sostenitori mi stanno spingendo nella direzione della lista civica. C’è tempo per decidere. Le liste si presentano 35 giorni prima del voto e si voterà a giugno. Certo, se il Pd non rinsavisce si va avanti con un’ombra per tutta la campagna elettorale. Seguire in questa strada è un clamoroso danno per il partito, un boomerang spaventoso”. Lo afferma Antonio Bassolino in due interviste a Mattino e Repubblica in cui annuncia che farà appello alla commissione di garanzia delle primarie del Pd a Napoli contro la bocciatura del suo ricorso e farà un altro ricorso da presentare all’analoga commissione centrale del partito, a Roma

Valente, né brogli né camorra, risultato regolare – “Dico da giorni che alcuni episodi vanno sanzionati. Io e Bassolino abbiamo lo stesso approccio, alcune scene rilevano un grave problema. Dobbiamo cambiare. Non possono però inficiare tutto lo svolgimento di primarie che sono state corrette e ordinate in larghissima parte. I casi di compravendita non risultano. E il passaggio della criminalità non lo condivido: troppo duro, non può essere il corollario di un ricorso. Sembra una condanna senza appello per quei quartieri. Io non credo che Bassolino pensi questo, lui è il primo che ha saputo attraversare e parlare alle periferie, senza scorte, senza timori, cercando i cittadini e portandoci la politica”. Così Valeria Valente, vincitrice delle primarie del centrosinistra a Napoli, in un’intervista a Repubblica.

“Fatti incredibili, gli elettori non ci seguono”. Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersaniparla di Napoli e Roma. Per la Capitale, “su Giachetti non dico nulla. Va detto però che questa città ha la pelle scorticata. C’è in giro una rabbia e una delusione grande. Non sono convinto che i romani alla fine decidano di seguire le indicazioni di un partito o di una corrente”, e cioè che votino per il vincitore delle primarie. E in merito alla possibile candidatura di Massimo Bray, “se prendesse questa decisione, e non ho notizie al riguardo, sarebbe una sua scelta legittima”. Sulle primarie di Napoli, “non mi paiono accettabili certe dichiarazioni dei vertici del partito, prima che si sappiano davvero come sono andate le cose. Sono pronunciamenti irrituali, atteggiamenti gravi”, ribadisce Bersani. “Non mi riferisco solo a Orfini. Hanno parlato della questione prima del tempo anche la Serracchiani, Rosato, Guerini. A prescindere da chi ha ragione o torto, io consiglierei un atteggiamento più lineare e più rigoroso. Perché se no si sottovaluta il disagio della nostra gente. A Napoli, ma anche altrove: basta leggere i giornali per capire il disorientamento. Inviterei a non sottovalutarlo”. Parlando delle primarie, “quando dissi che andavano messe in sicurezza, che bisognava regolarle, fui aggredito”, ricorda Bersani. “Parlavo di fare cose come le registrazioni, come l’albo. Se non si mette subito rimedio in quel senso lì, si rischia a poco a poco di disperdere uno strumento preziosissimo e di dare l’idea che uno strumento immaginato come libero, pulito, nuovo, possa essere il veicolo di vecchie logiche”.

“Non ci sono scuse per quanto accaduto. Il Partito Democratico non può nascondere la polvere sotto al tappeto. Occorre intervenire con forza. Siamo molto orgogliosi degli oltre 3000 voti ricevuti, come siamo orgogliosi di quelli non ricevuti visti i metodi”. Ad affermarlo è Marco Sarracino, candidato alle primarie del Pd di Napoli, in un post sulla sua pagina facebook in cui sottolinea: “La questione morale deve essere la questione del PD, e molti territori non possono essere più rappresentati da chi continua a farci perdere consenso. Abbiamo vinto un ricorso sui seggi, e i fatti di domenica dimostrano che avevamo ragione. Il gruppo dirigente comprenda che la città attende risposte chiare in merito, affinché non si forniscano alibi per cui altri decidano di candidarsi al di fuori della coalizione di centrosinistra. Proprio per questo – conclude Sarracino – a Napoli occorre innanzitutto un Partito che sia in grado di decidere, nel bene e nel male”. (ANSA)

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