NAPOLI – Le Commissioni Welfare e Trasparenza hanno nuovamente affrontato, dopo gli incontri del 14 dicembre e del 24 novembre scorso, le problematiche relative alla Napoli Sociale e alle ipotesi formulate dall’Amministrazione e sottoposte ai rappresentanti dei lavoratori per definire il futuro assetto della società. All’incontro hanno partecipato i tre assessori competenti, Gaeta, Palma e Panini, l’Amministratore delegato della società, Delle Donne, i rappresentanti sindacali e una delegazione di lavoratori.

La riunione di oggi, ha spiegato in apertura il presidente della commissione Welfare Vincenzo Gallotto, è dovuta al senso di responsabilità dei due presidenti, convinti che sia prevalente, rispetto allo studio della documentazione sulla società più volte richiesta, la necessità di tutelare gli interessi delle famiglie assistite e dei lavoratori della Napoli Sociale. Negli ultimi due mesi, per il presidente della Commissione Trasparenza Andrea Santoro, si è assistito ad un susseguirsi di notizie sulle ipotesi prese in considerazione dalla Giunta per il futuro della società, ipotesi mai discusse nei dettagli con il Consiglio, che è quindi costretto a prendere atto che ci sono soluzioni non condivise.

In risposta alle obiezioni sul mancato invio alle commissioni della documentazione richiesta (bilanci degli ultimi tre anni, piano industriale e ogni atto utile per definire lo stato economico e finanziario), l’amministratore unico Delle Donne ha spiegato che si è trattato di un mero inconveniente tecnico, tanto più che i bilanci societari sono pubblici, mentre il piano industriale non è stato fornito perché è tuttora all’approvazione della Giunta.

L’assessore al Bilancio Salvatore Palma, dopo aver ribadito la criticità della situazione societaria, strutturalmente deficitaria sia sul piano economico sia su quello finanziario, ha spiegato come l’Amministrazione stia lavorando intensamente per vagliare ogni ipotesi percorribile che eviti la liquidazione della società, liquidazione sollecitata dall’organo sindacale, istituzionalmente preposto al controllo, e soprattutto salvaguardi la sicurezza dei lavoratori e la continuità del servizio. Tutte le diverse soluzioni prospettate – quella della trasformazione in azienda speciale, quella della Fondazione, il trasferimento della parte più importante delle attività nella Napoli Servizi – sono state oggetto di confronto con i sindacati, mentre il dialogo con il Consiglio attendeva il completamento di questa fase preliminare. La soluzione tecnicamente più percorribile, secondo Palma, resta quella della Fondazione, ma resta ferma la volontà del Sindaco di prediligere l’opzione che raccolga la massima condivisione con i sindacati e i lavoratori, attualmente maggiormente orientati verso l’ipotesi di una confluenza in Napoli Servizi, elaborata, però, in modo tale da salvaguardare al massimo l’identità e la specificità della Napoli Sociale.

Un atteggiamento laico nei confronti delle possibili soluzioni sul tavolo. Questo, ha spiegato l’Assessora al Welfare Gaeta, l’atteggiamento invocato dal Sindaco a tutti gli attori della vicenda e il motivo per il quale ancora non si è arrivati alla conclusione del percorso, che trova i suoi cardini nella salvaguardia dei livelli occupazionali e nella specificità dei servizi erogati. Il tempo a disposizione, ha ricordato l’Assessore al Lavoro Enrico Panini, è comunque limitato, ma il dialogo va avanti e quelli che apparentemente possono sembrare ripensamenti dell’Amministrazione rispetto a decisioni assunte, altro non sono che effetti della ricerca di un ampio consenso. La soluzione della confluenza nella Napoli Servizi, che tra quelle ancora in discussione sembra essere la meno rischiosa, può essere la migliore solo se si interviene in tempi rapidi, ma salvaguardando l’identità della Napoli Sociale in tutte le forme possibili.

I consiglieri intervenuti hanno formulato diverse osservazioni critiche, in particolare: sulla diversità di ruoli e funzioni di Giunta e Consiglio, che è chiamato ad esprimersi, una volta messo al corrente della soluzione individuata, dopo il necessario approfondimento e sempre avendo a disposizione tutte le informazioni utili (Parisi); dopo il dissenso sull’ipotesi della Fondazione, la soluzione Napoli Servizi appare più convincente, ma il cammino per una decisione resta ancora lungo perché va trovato il modo di salvaguardare i lavoratori e la mission della società (Coccia); la soluzione della Fondazione era stata presentata come la migliore soluzione possibile, dal punto di vista della tutela del valore sociale dell’attività e da quello della salvaguardia dei lavoratori. Ora che si intende percorrere un’altra strada, va garantito che non vengano messi a rischio altri aspetti, come quello della solidità della Napoli Servizi (Marino); il Consiglio ha bisogno di tutti gli elementi utili ad una decisione serena, ma occorre fare presto e confidare nella professionalità e nel senso di responsabilità degli Assessori (Vernetti); ora che sembrava definita la strada della Fondazione, sulla quale si iniziava a ragionare, pare evidente che l’Amministrazione, con il privilegiare l’ipotesi del trasferimento delle attività alla Napoli Servizi, intende gestire i servizi sociali rivolgendosi all’esterno, circostanza che non può essere condivisa (Gennaro Esposito).

I rappresentanti dei lavoratori intervenuti – Musella per la Uil FP, Vitolo per la Cgil FILCAMS, Amodio per i Cobas, Maresca per l’Usb, Ascione per il Uap e l’Orsa servizi, Guerriero per la Cisl – hanno ricordato i ritardi con i quali l’Amministrazione è intervenuta, ritardi che hanno aggravato la situazione finanziaria della società e impedito di percorrere con maggiore serenità ipotesi anche diverse da quelle oggi individuate che, comunque vada, saranno una sconfitta per la società e la sua storia. L’ipotesi Napoli Servizi, che comunque richiederebbe tempi adeguati per la stesura dello Statuto che contenga una chiara tutela dell’attività sociale e un ampliamento dell’ambito di azione e dei servizi offerti, non è allo stato l’unica ancora in discussione. Restano sul tavolo, nonostante le perplessità dell’Amministrazione, in particolare sull’internalizzazione, le ipotesi dell’azienda speciale e dell’internalizzazione, sempre partendo dalla messa in sicurezza dei lavoratori e del servizio.

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