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NAPOLI – Le ragioni del Sì e quelle del No a confronto a Napoli, oggetto di consultazione popolare il 4 dicembre, referendum che prevede tra l’altro superamento del bicameralismo perfetto, la trasformazione del senato nel cosiddetto senato delle regioni, con la riduzione degli attuali senatori che passerebbero da 315 a 100, la riforma del titolo quinto in cui diverse materie tornerebbero sotto la competenza dello Stato, ad esempio ambiente, gestione aeroporti ed energia.

A margine di un’iniziativa organizzata dall’associazione del Circolo Artistico Politecnico a Palazzo Zapata, a Napoli, Matteo Orfini, presidente nazionale del Pd, ha lasciato intendere che l’occasione del referendum è l’ultima chance per il Pd di Napoli di radicarsi nella società, aprendo a forze nuove ed energie fresche.Dall’altra parte della città, all’Istituto per gli Studi Filosofici per un convegno organizzato dal comitato per la costituzione e le riforme e dall’associazione fare rete, erano presenti, invece, Pierluigi Bersani e Ciriaco De Mita, che non hanno risparmiato stoccate al premier Matteo Renzi e al cattivo modo di arrivare al referendum.Bersani durante il dibattito ha sottolineato che non c’è partita. Non è possibile cambiare la costituzione di De Gasperi, Togliatti, Pertini e Calamandrei e ha aggiunto che bisogna assolutamente rottamare l’Italicum, la legge elettorale che prevede l’elezione della camera dei deputati e che secondo i critici concederebbe troppo potere al partito vincitore e quindi all’esecutivo.

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