NAPOLI – Renzi perde il Referndum Costituzionale e si dimette. E’ l’epilogo andato in scena questa notte in diretta Tv della lunga strade che ha portato ieri gli italiani al voto. La riforma proposta dalla maggioranza  non è passata costringendo il premier a rassegnare le dimissioni. I risultati definitivi sulla riforma costituzionale in Campania hanno registrato una netta prevalenza di No, pari al 68,5%. I Sì si fermano al 31,5%. I votanti sono stati 2.689.070, pari al 58,88% degli aventi diritto.

Soddisfatto il sindaco di Napoli de Magistris che in un post su Facebook afferma: “Da Napoli già liberata: la Costituzione è salva. Grande vittoria della democrazia. Renzi, lo stalker autoritario, è stato respinto. Ora, senza sosta, lotta popolare per liberare Italia e per sovranità al popolo. Lavoreremo e agiremo, con i movimenti popolari, per attuare fino in fondo la più bella Costituzione nata dalla resistenza al nazi-fascismo. Nessun politicante di turno, vecchio e nuovo, si permetta di mettere il cappello sulla vittoria. Il vincitore è solo uno: il Popolo ! W il POPOLO ! W la libertà ! W la Rivoluzione !”. Deluso e “sconfitto” il governatore De Luca: “Gli elettori hanno respinto in modo netto la proposta referendaria. Ogni votazione è una lezione da comprendere, e su cui riflettere. A maggior ragione in questo caso, di fronte ad un risultato perentorio e generalizzato.Oggi, dunque, è il tempo dell’umiltà e della responsabilità, in una fase che si annuncia difficile per l’Italia. Va dato atto a Renzi di aver compiuto un gesto di grande dignità e coerenza, assumendosi tutte le responsabilità e rimettendo il mandato”: così il governatore campano, Vincenzo De Luca. “Un voto così uniforme e forte, non può non contenere motivazioni generali e anche fra loro contraddittorie. Il contenuto della riforma costituzionale ha suscitato certo, dibattito, ma è rimasto abbastanza sullo sfondo. Si è partiti con una sovrapposizione sui temi referendari di spinte tutte politiche rivolte contro il governo, la sua azione, oltre che contro il Presidente del Consiglio. Nel Sud è emerso un malessere sociale, cui si dovrà rispondere con un piano per il lavoro a breve’.

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