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NAPOLI – “Il presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd Matteo Renzi ha perso un po’ la bussola istituzionale a furia degli scandali giudiziari che stanno travolgendo il suo partito”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, replica al premier che all’emittente radiofonica Rtl 102.5 ha ribadito di aver commissariato Bagnoli perché il Comune non ha fatto la bonifica. “Il premier parla in malafede perché sa che la bonifica la fanno i governi e se non lo sa è di una gravità inaudita”.

“Quello che dice Renzi è molto grave. Usa la veste di presidente del Consiglio per fare propaganda elettorale, in piena par condicio, contro il sindaco di Napoli. È una scorrettezza istituzionale senza precedenti” ha ancora affermato de Magistris. L’ex pm ha evidenziato che l’area ex Italsider è Sito di interesse nazionale e che “per tantissimi anni i governi se ne sono fregati della bonifica anche perché Fintecna spa, responsabile del disastro ambientale, è riconducibile al Governo”.”Un partito e una campagna elettorale allo sbando, senza guida e senza testa”. Così Antonio Bassolino, su Facebook, punta nuovamente l’indice contro la gestione delle amministrative da parte del Pd a Napoli.”A poche ore dalla presentazione delle candidature non si conoscono le alleanze, i candidati alla presidenza delle municipalità, il capolista del Pd”, annota l’ex sindaco ed ex governatore.Due mesi fa, il sindaco uscente, Luigi de Magistris, schiacciava tutti i concorrenti con il 39,1 per cento dei consensi, distanziando il secondo, il candidato del centrodestra Gianni Lettieri che raccoglieva il 19,3.A fine aprile, il divario viene quasi dimezzato. Nel voto dichiarato dai mille intervistati nel sondaggio di Euromedia Research, de Magistris resta primo con il 35,5 per cento, ma Lettieri lo incalza salendo al 25 per cento.Intanto, l’imprenditore partenopeo prosegue la sua campagna elettorale, concedendosi anche un tour “fuori porta”, a Salerno, nel quartiere Fratte, per l’inaugurazione del nuovo tratto stradale di via de Greci, in vista della realizzazione di un nuovo centro commerciale, alla presenza del governatore Vincenzo De Luca.“Registriamo diversi di atti di intimidazione al nostro candidato Francesco Pio Piccolo e, nell’esprimergli piena solidarietà, sottolineo che la battaglia di ‘Napoli Capitale’ per la rinascita della nostra città va avanti con sempre maggiore determinazione”.E’ quanto afferma il promotore di Napoli Capitale, Salvatore Ronghi,che spiega: “dopo diversi atti intimidatori, più o meno palesi, stamani l’autovettura del nostro candidato è stata presa di mira riportando lo squarcio di tutte e quattro le gomme;  cominciamo a pensare che ci sia una precisa regia dietro questa serie concatenata di atti contro il candidato e molto probabilmente contro la stessa lista di Napoli Capitale che ha fatto della legalità, del lavoro  e  dei valori etici la propria bandiera.“Piccolo è uno dei nostri candidati che meglio interpreta questi valori e la nostra battaglia per la rinascita  e il rilancio di Napoli – conclude Napoli – e, rimarcando l’importanza di questa importante risorsa, annunciano che andremo avanti su questi temi strategici con sempre maggiore forza e determinazione”. “Ci sembra eccessivo e grottesco lo stop imposto ai dipendenti dell’ospedale Cardarelli di utilizzare i social e più in generale di parlare con i giornalisti”. Lo dice Valeria Ciarambino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Trasparenza commentando il provvedimento emanato dal commissario Patrizia Caputo che ha vietato a medici, infermieri e amministrativi di diffondere notizie via Internet e intrattenere rapporti con i mezzi di comunicazione. “E’ un provvedimento troppo stringente – sottolinea Ciarambino –            un vero bavaglio per chi nel rispetto dei doveri, tra l’altro già ampiamente regolati dal codice di comportamento,  non fa nulla di male ed esercita una sorta di cittadinanza attiva”. “Troviamo che il più grande ospedale del Mezzogiorno d’Italia invece dovrebbe affidarsi ai suoi dipendenti per monitorare e migliorare le criticità  – continua – È paradossale che a fronte di problemi gravissimi da affrontare, preoccupazione del commissario sia imbavagliare i propri dipendenti”. “Il divieto rivolto a tutto il personale – evidenzia – mi sembra una censura preventiva, un mettere le mani avanti per trincerarsi e lavare i panni sporchi in famiglia. E questo è paradossale visto che parliamo di un servizio pubblico, pagato coi soldi pubblici e che riguarda il diritto alla salute dei cittadini”. “Il Movimento 5 Stelle ritiene che la vera tutela dell’immagine di una grande azienda sanitaria – nota Ciarambino – non sia far calare la mannaia su twitter, facebook e mezzi analoghi, ma piuttosto aumentare i canali per raccogliere le segnalazioni e lavorare per migliorare le cose”. “Mi chiedo – conclude – se qualche o molti dipendenti violeranno la direttiva come si farà a controllare e sanzionare i disubbidienti? Come rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, approfittiamo di questo tentativo di censura per lanciare l’appello a tutti gli operatori della sanità a farci giungere tutte le segnalazioni che riterranno, utili a denunciare quello che non va e a migliorare il servizio sanitario”.   

 

 

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