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NAPOLI – Terremoto nella sanità campana. Questa mattina si è dimesso il commissario Joseph Polimeni. La remissione del mandato è giunta poco dopo le 9 sulla scrivania del ministro della Salute Beatrice Lorenzin

e del titolare del dicastero all’Economia Padoan.Attualmente la funzione di commissario governativo viene assunta per ora dal suo vice Claudio D’Amaro. A questo punto il presidente della Regione Vincenzo De Luca è in pole position per assumere il doppio incarico (governatore e commissario ad acta). “Polimeni si è dimesso e finalmente andrà via, ma ora la Lorenzin deve affidare a De Luca il compito di rimettere in sesto la sanità campana e la manifestazione di martedì 28 contro il commissariamento esterno ora si trasformerà in un sit in per chiedere al Ministro della salute il rispetto della legge anche per evitare ulteriori sprechi di denaro pubblico visto che i commissari esterni costano ai cittadini oltre 400.000 euro l’anno tra stipendi, rimborsi e benefit vari. E’ da tempo che abbiamo combattuto contro la gestione fallimentare e lontana dai malati e dal personale medico campano messa in campo dagli uomini del Ministro”.A chiederlo il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che, da tempo, sta chiedendo le dimissioni di Polimeni.“Chiediamo che sia De Luca a occuparsi della sanità campana perché crediamo che sia giusto dare ai campani la possibilità di poter giudicare il lavoro fatto” ha continuato Borrelli per il quale “non sarebbe accettabile un altro commissariamento esterno visto che in passato, con Caldoro e Bassolino, non s’è mai scelta la strada degli esterni”.“Tra l’altro, ora, la sanità campana è nelle mani di un Commissario dimissionario e di un sub Commissario Claudio D’Amario che ha un doppio incarico visto che ha anche un altro ruolo nell’ospedale israelitico di Roma” ha concluso Borrelli per il quale “il fallimento totale della sua gestione raggiunge in questo modo il suo punto più basso”. “Se il Governo dovesse nominare il Presidente De Luca commissario ad acta per la sanità campana ci troveremmo di fronte all’incasso della prima cambiale in vista della campagna elettorale per le politiche. Le improvvise dimissioni del commissario Polimeni ci sembrano sospette, speriamo solo che non sia stato applicato il noto ‘metodo Coscioni’”. Lo dice la capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino commentando la notizia delle dimissioni del commissario. “Faremo le barricate se il Governo dovesse applicare l’emendamento ad De Lucam – sottolinea Ciarambino – mettendo la sanità campana nel potere assoluto del presidente. La Campania non merita quest’oltraggio. Vogliamo persone competenti e libere”. “Il presidente De Luca si è distinto per inefficienza, per nomine di manager inadeguati e indegni – evidenzia – tanto è che qualcuno è persino finito agli arresti domiciliari per una brutta indagine sulla corruzione e altri si sono mostrati manifestamente incapaci di garantire un’assistenza sanitaria dignitosa, vedi il caso Nola”. “A questo quadro tragico – spiega – vanno aggiunte le indagini della magistratura sulla presunta induzione al voto di scambio del governatore nel suo incontro all’hotel Ramada, in cui si faceva leva proprio sul debito di riconoscenza della sanità privata verso la Regione”. “Fermo restando l’auspicio che la Campania possa uscire presto dal commissariamento, è inaccettabile che in una Regione come la nostra, con la sanità devastata, il controllore possa coincidere col controllato – fa notare Ciarambino – almeno la presenza di un commissario esterno garantisce la lontananza dalle clientele deluchiane”. “Siamo la regione dove in due importanti ospedali e alcune Asl – attacca – ci sono stati gravi fatti di corruzione senza che gli organismi interni alle strutture e alla Regione abbiano esercitato il dovuto controllo e siano intervenuti preventivamente. È per questi meriti che De Luca andrebbe premiato?”. Sulla stessa linea, i deputati M5s in commissione Affari Sociali alla Camera ricordano come “A dicembre, in occasione della legge di Bilancio, ci siamo battuti aspramente proprio per evitare che governo e Pd facessero questo ennesimo regalo a De Luca. Si trattava palesemente di una norma cucita su di lui e a distanza di pochi mesi ne abbiamo la prova. Adesso è chiaro a tutti perché il governo su questo punto non voleva proprio cedere”.

 

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