NAPOLI – “Lavoro perché le primarie siano un grande giorno di festa e di democrazia, con il sorriso e l’umiltà che hanno caratterizzato questo mio impegno sin dal primo giorno. Contrasterò fino in fondo metodi poco trasparenti e opachi di costruzione del consenso, e su questo terreno parla la mia storia personale”: così Valeria Valente (Pd)

, candidata per le primarie a sindaco di Napoli, a proposito delle recenti polemiche su una lettera inviata agli elettori dai suoi sostenitori. “Capisco che, a pochi giorni dal 6 marzo, qualcuno provi a intorbidire le acque. È giusto e auspicabile che la stampa cittadina segua con attenzione lo svolgersi delle primarie – continua – Mi auguro che questo livello di attenzione resti alto. Tuttavia, troverei davvero sconcertante utilizzare argomenti palesemente infondati per distorcere la realtà e avvelenare i pozzi”. E aggiunge: “Avevo messo in conto che i miei avversari e i loro sostenitori potessero riservarmi colpi bassi, ma io non rinuncerò mai a tenere sempre alto il livello del confronto. Soltanto così possiamo recuperare un rapporto vero con i cittadini napoletani. È una questione di stile e ognuno ha il suo. Per parte mia, continuo a girare la città e a incontrare migliaia di persone, in uno straordinario crescendo di entusiasmo e di partecipazione”. A proposito dell’autore della missiva oggetto di polemiche, Valente sottolinea: “Antonio Amato è una persona perbene, che ha sempre avuto un rapporto diretto e di passione vera con i cittadini. Non ho chiesto ad Antonio di scrivere lettere a mio nome, ma francamente davvero non riesco a vedere nelle sue righe niente di male. C’è un compagno che chiede, rivendicando fino in fondo le battaglie di una vita e mettendoci la faccia, di sostenere la nostra candidatura. Lo fa a distanza di anni da quelle battaglie vinte, senza più alcun ruolo istituzionale, soltanto spendendo la sua storia personale”. E conclude: “Ciascuno può leggere quelle righe e farsi la sua opinione. Non abbiamo nulla da nascondere, niente da chiarire. Come atto di trasparenza, pubblichiamo noi stessi la lettera e la lasciamo al giudizio sereno degli elettori. A loro do appuntamento in piazza, ai nostri gazebo, domani e domenica”.

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