borrelli

NAPOLI – “Perché il Prefetto non ascolta il nostro appello e continua a non convocare il tavolo istituzionale tra gli enti interessati, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria per mettere in campo azioni concrete contro la panificazione e la commercializzazione abusive del pane che sono, nei fatti, nelle mani della camorra?

”A chiederselo è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, insieme a Mimmo Filosa, leader dell’Unipan, l’associazione dei panificatori della provincia di Napoli, negli anni in cui era assessore all’agricoltura della Provincia di Napoli, aveva denunciato che il mercato del pane a Napoli e provincia era quasi del tutto in mano alla camorra.“Proprio in seguito a quelle denunce ci fu una grande attenzione mediatica sulla questione e arrivarono diversi controlli, denunce e arresti, ma, poi, con il passare del tempo, tutto è finito nel dimenticatoio e sono rimasti a continuare il lavoro solo i Carabinieri come dimostrano le inchieste e gli arresti che, periodicamente, si verificano grazie al lavoro della Benemerita” ha aggiunto Borrelli per il quale “grazie al lavoro dell’allora comandante provinciale dei Carabinieri, Gaetano Maruccia, attuale capo di Stato Maggiore del Comando generale dell’Arma, ci furono diversi sequestri ed emerse uno scenario raccapricciante in cui si scoprì addirittura che c’erano forni in cui il pane veniva cotto bruciando le bare”.“Ora, a ridosso di Natale, la camorra tenterà sicuramente di imporre altri prodotti oltre al pane per smerciare le sue produzioni, spesso di bassa qualità, e per riscuotere le rate natalizie delle estorsioni nascondendole dietro la vendita all’ingrosso di alimentari” ha concluso Borrelli per il quale “ora più che mai è necessario che le Istituzioni e le forze dell’ordine mettano in campo tutti gli sforzi per evitare che i commercianti finiscano nelle mani della camorra”.

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