NAPOLI – Un ultimo, estremo tentativo per salvare i lavoratori Almaviva prima che scattino i licenziamenti. Così appare l’incontro fissato per oggi al ministero dello Sviluppo economico dal viceministro Teresa Bellanova, dopo la rottura di martedì scorso. All’uscita dalle stanze del dicastero, in effetti, Bellanova ha parlato chiaramente di una “cristallizzazione delle posizioni”, invitando “alla riflessione” azienda e sindacati.

Parole che, a una manciata di giorni dalla scadenza della procedura di esubero, tratteggiano una situazione evidentemente critica. Con posizioni ancora molto distanti. La proposta avanzata dalla direzione del call center per salvaguardare i siti di Roma e Napoli che ha deciso di chiudere e quindi i 2.511 posti di lavoro a rischio prevede la riduzione del salario attraverso la perdita di un livello professionale. Di questa situazione si è discusso stamane a Napoli nel corso della conferenza organizzata da Azione Nazionale a cui ha preso parte anche Enzo Rivellini.Oltre la situazione Almaviva, in questi giorni in Campania tiene banco la collocazione di nuove forze lavoro in ambito sanitario. In molti attendono l’apertura dell’ospedale del mare che dovrebbe avvenire a giorni, ma sono ancora troppe le incognite per tanti lavoratori del settore come spiega Salvatore Ronghi portavoce regionale di Azione Nazionale ai nostri microfoni

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