In vista delle elezioni regionali 2025 in Campania, il Movimento 5 Stelle punta su Gennaro Coppola, figura di esperienza nel mondo della cultura, del sociale e dell’imprenditoria. La sua candidatura nasce dalla convinzione che la cultura possa diventare il motore di un nuovo modello di sviluppo per la regione, capace di coniugare crescita economica, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. In questa intervista, Coppola illustra i punti cardine del suo programma e la sua visione per la “Campania del futuro”.
Quali sono i tre punti cardine del suo programma elettorale per la Campania e in che modo intende distinguersi dalle altre forze politiche in campo?
“Il primo punto è la cultura, intesa come motore economico e strumento di riscatto. Cultura significa scuole che funzionano, formazione di qualità, produzioni audiovisive, turismo intelligente, rigenerazione urbana e lavoro qualificato.
Il secondo punto è lo sviluppo economico: attrarre investimenti, sostenere le imprese e creare nuove filiere produttive legate proprio ai nostri patrimoni culturali e paesaggistici.
Il terzo punto è la giustizia sociale intesa però non come politica passiva: parlo di politiche attive che accompagnino davvero le persone verso il mondo del lavoro e le opportunità reali.
Ciò che mi distingue è il percorso professionale che negli anni mi ha portato a lavorare accanto a mondi diversi: il teatro, la musica, la scuola, il terzo settore, i meno fortunati e l’imprenditoria.
Inoltre, a differenza di tanti spesso sono arrivato dove la politica non arrivava anche se avrebbe dovuto. Da questo percorso, da queste esperienze e da questa responsabilità nasce la mia candidatura”.
Quali misure concrete propone per trattenere i giovani talenti e incentivare nuove imprese sul territorio?
“Servono azioni che colleghino davvero formazione e lavoro nei settori culturali, creativi e tecnologici, così da creare filiere solide e professioni stabili.
Occorre sostenere chi vuole investire in Campania con incentivi mirati ed un accesso al credito semplice e veloce, eliminando burocrazie inutili.
È fondamentale costruire una rete tra università, scuole, produzioni audiovisive e imprese, per offrire ai giovani opportunità professionali concrete senza costringerli ad andare altrove”.
Il tema ambientale è centrale. Qual è la sua strategia per una Campania più sostenibile e autonoma nella gestione ambientale?
“La priorità è superare la logica delle emergenze costruendo una gestione autonoma, moderna ed efficiente del ciclo dei rifiuti, con impianti adeguati, bonifiche rapide e controlli rigorosi sulle aree più esposte.
Bisognerebbe puntare anche su un grande investimento nelle tecnologie più avanzate, applicate alla gestione dei rifiuti, al monitoraggio ambientale, alla qualità dell’aria e dell’acqua: innovazione come strumento di prevenzione e sviluppo.
Accanto agli interventi strutturali, serve poi un forte impegno sull’educazione ambientale nelle scuole e nelle comunità, perché la sostenibilità diventi parte della nostra identità e non un tema di emergenza continua”.
La sanità campana soffre di carenze strutturali e forti disparità tra province. Come intende migliorare la qualità dei servizi sanitari e garantire equità tra i territori?
“È necessario intervenire sulle strutture e sull’organizzazione. Bisogna rafforzare gli ospedali delle province più penalizzate, aggiornare le attrezzature e potenziare i presidi territoriali per evitare il sovraccarico dei grandi poli.
Serve una riorganizzazione che riduca davvero le liste d’attesa, ampliando la medicina di prossimità e rendendo la presa in carico più rapida.
Un ruolo decisivo lo deve giocare la telemedicina: monitoraggi a distanza, consulti immediati e servizi digitali che permettono ai cittadini delle aree interne di accedere alle cure senza ostacoli. La sanità deve garantire gli stessi diritti ovunque”.
Qual è la sua idea di “Campania del futuro”? Come immagina la regione tra dieci anni se il suo progetto politico dovesse realizzarsi?
“Con Roberto Fico alla guida immagino una Campania che abbia trasformato la cultura in un’industria moderna e strategica: scuole più forti, produzioni audiovisive stabili, turismo di qualità e nuove professioni legate ai nostri patrimoni artistici e paesaggistici.
Una regione capace di trattenere i giovani grazie a opportunità di lavoro qualificato e a un sistema che unisce formazione, imprese e innovazione.
Vedo una sanità più vicina alle persone, un territorio più pulito e sostenibile, una pubblica amministrazione che funziona davvero”.

















