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NAPOLI – La questione stadio San Paolo finisce sul tavolo della commissione trasparenza del comune di Napoli.

Focus dei componenti della commissione consiliare sulla famosa convenzione che regola i rapporti tra comune e società sportiva calcio Napoli in merito alla gestione dell’impianto sportivo del quartiere Fuorigrotta.

Dopo un’estate passata a seguire le polemiche e le continue frecciate tra sindaco, assessore allo sport e il patron della squadra, Aurelio De Laurentiis, i consiglieri Domenico Palmieri della lista Napoli Popolare e Diego Venanzoni del Pd hanno chiesto invano la convenzione senza però riuscire ad ottenerla dall’assessorato competente.

“Dal dibattito in commissione Trasparenza è emerso con chiarezza che la vicenda dello Stadio San Paolo è stata gestita con estremo pressappochismo da questa amministrazione. Prova ne è che soltanto nel corso della seduta odierna di commissione si è appreso che ricorre oggi la scadenza ultima per esigere dal Calcio Napoli il canone concessorio previsto dalla Convenzione ponte, che avrebbe coperto almeno la stagione sportiva 2015/16”. Lo scrive in una nota il presidente della commissione Trasparenza del Comune di Napoli, Domenico Palmieri.

“Resta ancora da capire se la stagione calcistica in corso e le due precedenti (’16/17 e ’17/18) dovranno essere ricalcolate secondo i costi del servizio a domanda individuale come stabilito dal Consiglio comunale nel 2015, prevedendo l’applicazione di una tariffa di 5mila euro base, più il 10 per cento dell’incasso di ogni singola partita. Ma soprattutto mi chiedo se il Comune potrà mai ottenere da de Laurentiis il pagamento di queste fatture in assenza di qualsiasi altro atto che regoli i rapporti tra amministrazione comunale e società sportiva nella gestione del principale stadio cittadino”, conclude Palmieri.

Nel corso della seduta di Commissione Trasparenza, il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro (FDI) è intervenuto duramente sulla vicenda della nuova bozza di convenzione.

«Da dichiarazioni apparse su autorevoli quotidiani ormai da più di un mese e mai smentite, pezzi importanti dell’Amministrazione Comunale si sarebbero incontrati con il presidente De Laurentiis per discutere della nuova convenzione. Successivamente ci sarebbe stata la rottura del “tavolo”.

Pongo una questione: premesso che una convenzione che disciplina la concessione d’uso di un bene comunale in deroga alle tariffe dei servizi a domanda individuale è di esclusiva competenza del Consiglio Comunale, è lecito che pezzi importanti dell’Amministrazione comunale si siano incontrati in un albergo per discutere con il soggetto privato beneficiario di quella che sarà una delibera di proposta al Consiglio?

Ricordo male o era più o meno lo stesso capo di accusa della inchiesta “global service”, quando politici, funzionari e dirigenti comunali discussero preventivamente con un privato su come articolare la delibera sulla manutenzione stradale prima che arrivasse in Consiglio per l’approvazione? Sono cambiate le Leggi di questo Stato o è cambiata la tolleranza della Procura rispetto a certi comportamenti?

Comportamenti magari fatti in buona fede, ma per quanto mi riguarda sbagliati e per questo censurabili nei modi e nella forma.

De Magistris, i suoi assessori ed i dirigenti di sua nomina, farebbero bene ad andare a casa visti i fallimentari risultati ottenuti sulla vicenda Stadio San Paolo. Basti pensare che a fine dicembre hanno firmato una transazione con De Laurentiis, attraverso cui il Comune di Napoli ha rinunciato a somme importanti da incassare, lasciando aperto il contenzioso sulla stagione 2015/2016, al punto che non è stata firmata la convenzione-ponte ed oggi si pone il problema di come chiedere i soldi a De Laurentis. Si profila adesso un duro e dispendioso contenzioso giuridico che poteva essere evitato se solo l’Amministrazione De Magistris fosse stata più attento a tutelare gli interessi dell’Ente».

Al tavolo, presieduto proprio dal consigliere Palmieri, si è seduto anche l’assessore allo Sport, Ciro Borriello.

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