Turismo, Ruffino (Az): “Le procedure di abilitazione devono essere chiare e trasparenti”

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“Torniamo a chiedere al governo di intervenire sul percorso di abilitazione per le guide turistiche in Italia, che è una vera e propria corsa ad ostacoli caratterizzata da improvvisazione e pressappochismo.

Il ministro Manzi dia una volta per tutte risposte chiare ed esaurienti. A una settimana dall’inizio delle prove orali, candidate e candidati non dispongono ancora di alcuna informazione concreta e operativa sulle modalità di svolgimento dell’esame orale e prova tecnico-pratica. L’assenza di indicazioni è particolarmente grave perché, con prove distribuite tra pochi giorni e settembre, rischia di creare una disparità evidente tra i primi convocati e chi avrà più tempo e informazioni per prepararsi e organizzarsi.

Alla luce di questo, chiedo al Ministero del Turismo di rendere pubbliche le indicazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento delle prove orali e tecnico-pratiche”. Lo dice Daniela Ruffino, deputata di Azione.

“Il turismo è un settore fondamentale per l’economia italiana – prosegue Ruffino – e le guide turistiche rappresentano uno degli strumenti principali per valorizzare il nostro patrimonio e meritano procedure serie, trasparenti e prevedibili.

Per questo è necessario investire nella formazione permanente e prevedere un albo aggiornato e creare momenti di aggiornamento professionale. Le procedure di abilitazione devono essere più accessibili e regolari con concorsi a cadenza annuale e criteri chiari. Credo che gli ultimi bandi dimostrino la mancanza di una visione chiara e di criteri di valutazione coerenti. Considero insufficienti i quindici giorni concessi per la preparazione della prova scritta, soprattutto considerando che molti professionisti lavorano proprio durante la stagione turistica.

Garantire tempi adeguati di studio significa garantire pari opportunità e maggiore qualità nella selezione.

Chiediamo anche l’istituzione di una banca dati ufficiale. Mi auguro che il Ministero dimostri finalmente un sussulto di responsabilità e acceleri le procedure per evitare ulteriori ritardi. Migliaia di candidati attendono di poter esercitare una professione per la quale hanno investito tempo, studio e risorse. Il rischio che le lungaggini burocratiche finiscano per rinviare le abilitazioni al 2028 non può essere sottovalutato. Sarebbe l’ennesimo danno per il settore e per tanti professionisti”.

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