RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE TESTO INVIATOCI DAL COMITATO EMERGENZA CAMPI FLEGREI
Provate a immaginare. Immaginate la paura di veder crollare tutto, la chiamata ai Vigili del Fuoco e quella frase che ti gela il sangue: “Dovete andare via subito”. Ti dicono di prendere le cose importanti, ma come fai a scegliere quando la tua casa è la tua seconda anima?
Quella notte non sapevamo dove andare. Per due mesi lo Stato è stato assente. Se non fosse stato per gli amici, io, la mia famiglia e i nostri due gatti saremmo finiti per strada. Da due anni lotto per i nostri diritti, e l’ho fatto quasi sempre da sola. Mi chiedo, se avessimo lottato tutti insieme, saremmo già tornati a casa?
Oltre al danno, la beffa.
Il mio immobile che e del 1860 è l’unico del condominio ad aver ricevuto un rigetto per i fondi. Sono dovuta andare di persona al Comune per l’accesso agli atti e mi hanno mostrato una planimetria del 1940!
Mi contestano una difformità basata su documenti di quasi un secolo fa. Io ho acquistato nel ’93 e la casa era già così, sul rogito c’è scritto che abbiamo acquistato tutto il secondo piano, ma mi dicono che la “colpa” ricade sull’immobile”. Peccato che a pagare le conseguenze sia io, una persona in carne e ossa.
L’assurdità della burocrazia:
Per dimostrare che l’ampliamento è regolare, serve una foto aerea del Genio Civile precedente al 1942. Ne ho trovata una dell’agosto 1943 che mi dà ragione, ma per l’avvocato non basta, bisogna dimostrare che quei lavori non siano stati fatti in quegli 8 mesi di differenza. Altri soldi, altre ricerche, altra speranza appesa a un filo per un ricorso al TAR.
La vera ingiustizia è questa:
Per pagare le tasse l’immobile va bene così com’è. Lo Stato non scava nel 1860 quando deve incassare i miei soldi. Ma quando c’è una calamità naturale e lo Stato dovrebbe aiutarci, allora spuntano fuori cavilli impossibili.
Tutto questo fa rabbia. Ma soprattutto, signori miei, tutto questo fa ammalare. La sofferenza e l’ingiustizia che stiamo subendo pesano più dei calcinacci.
Non smetterò di lottare, ma è un peso che nessuno dovrebbe portare da solo.



