POZZUOLI – Nel periodo compreso tra l’11 ed il 15 luglio 2016 una cellula di 50 frequentatori di corso, mezzi e personale dell’Accademia Aeronautica si è rischierata presso il distaccamento aeronautico di Nisida per attuare la fase pratica prevista dal progetto di Formazione Integrata alla Leadership, Management e Competenze Aerospaziali (F.I.L.M.C.), giunto quest’anno alla terza edizione.Nel corso del tempo, il modulo si è evoluto, secondo la filosofia tipica della Forza Armata

, ovvero di operare, raccogliere e processare le Lessons Learned e migliorare il processo per le successive edizioni. Nello specifico la terza edizione ha visto  un nuovo sforzo mirato per sperimentare nuove procedure, con uno scenario e un “role play” ancora più simile all’attività svolta nei Reparti dell’AM. In particolare con l’intenzione di mettere l’accento sul rispetto delle regole, l’importanza della pianificazione, della sinergia tra unità con compiti differenti e la capacità di adattarsi a scenari rapidamente in evoluzione.  Come per le edizioni precedenti l’obiettivo del modulo è stato quello di operare come un Reparto di volo dell’Aeronautica Militare, formato da due Gruppi Vela (a similitudine di due Gruppi Volo) mettendo in atto le predisposizioni propedeutiche ad un rischieramento in una base lontana dalla propria, con la conseguente gestione di assetti, in questo caso simulati dai natanti dell’A.M., per conseguire un obiettivo addestrativo ben definito.Al fine di coinvolgere tutti i frequentatori, nei loro specifici ruoli professionali (piloti, ufficiali logistici e PI, controllori del traffico aereo, medici, amministrativi, ingegneri …) lo scenario ha previsto più aree di interazione, come, ad esempio la gestione di risorse finanziarie, la gestione della manutenzione delle imbarcazioni (a similitudine di quella degli aeroplani), nonché un contesto “intelligence” dinamico, con la presentazione di “minacce” di un’altra nazione per le quali si sono dovute adottare tattiche di contrasto definite, studiate e provate in addestramento, nel rispetto di regole e vincoli imposti.Il normale svolgimento delle attività pianificate è stato “disturbato” dalla simulazione di condizioni particolari (incendi, evacuazioni, condizioni meteo avverse, indisponibilità di mezzi), così come potrebbe realmente accadere in un contesto di rischieramento al di fuori dei confini nazionali, al fine di creare difficoltà ai frequentatori nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.Il modulo si è sviluppato in tre fasi: preparazione – predisposizone finale/esecuzione – chiusura.Nella fase di preparazione i frequentatori di corso hanno acquisito la capacità della condotta basica dei natanti dell’Accademia Aeronautica di stanza presso il Nucleo di Sopravvivenza in mare che l’Istituto ha a Nisida e hanno svolto una preparazione online e frontale con lezioni propedeutiche al modulo.La fase di predisposizione finale/esecuzione è stata caratterizzata dalla preparazione della logistica a supporto delle operazioni all’interno dello stesso Nucleo di Sopravvivenza in Mare di Nisida (Sale operativa, sale Gruppi Vela, la direzione dell’organizzazione, aula per il briefing di tutto il personale e le aule degli equipaggi, una sala di pianificazione) e dalla organizzazione dei nuclei: operazioni, sicurezza vela, addestramento, intelligence, gruppo efficienza vela, gruppo supporto logistico e contabilità. In questa fase sono state svolte almeno 16 uscite quotidiane (mattina e pomeriggio) con i natanti disponibili cui si sono affiancati le imbarcazioni di supporto.Novità di questa terza edizione è stato inoltre l’impiego di un velivolo APR (aeromobile a pilotaggio remoto) reale (classe micro UAV, ovvero del peso inferiore ai 2 Kg), capace di fornire video e fotografie in tempo reale a supporto delle decisioni del team in addestramento, fornito dal 16° Stormo di Martina Franca che è intervenuto anche con proprio personale.Ogni giorno l’attività quotidiana è stata illustrata al mattino ed analizzata al termine della giornata, con il confronto tra obiettivi prefissati e raggiunti, analisi delle Lessons learned  per le tre aree di interesse (Leadership, Management e Competenze Aerospaziali) ed eventuali eventi inerenti la sicurezza.La durata della giornata tipo per i partecipanti è variata tra le 11 ore e mezza e le 12 ore di lavoro quotidiane. L’organizzazione ha previsto che per 50 partecipanti vi siano state circa 25-30 persone dedicate all’organizzazione ed al supporto delle operazioni.Nella fase di chiusura dell’esercitazione sono state ripristinate le condizioni iniziali delle strutture e raccolte le lesson learned dell’intera esperienza per migliorare le successive edizioni.Anche quest’anno come accaduto nell’edizione del 2015, hanno partecipato all’esercitazione allievi dell’Accademia Navale, della Guardia di Finanza ed Ufficiali osservatori dell’Accademia Militare di Modena.Questa esercitazione deriva dalla missione dell’Accademia Aeronautica di “scegliere, formare ed ispirare comandanti e professionisti esemplari, determinati a servire con eccellenza e dedizione il nostro Paese” che, nella visione dell’Istituto, si consegue soltanto attraverso “una squadra coesa di personale militare e civile, tesa al miglioramento continuo, che per capacità, impegno e senso etico di ognuno produca formazione di eccellenza ammirata nel mondo”

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