NAPOLI (Di Anna Calì/ fonte foto profilo ufficiale facebook del Sindaco di Pozzuoli) – Le antiche colonne del Macellum di Pozzuoli si sono trasformate, per una sera, in quinte teatrali sospese nel tempo.
La brezza leggera proveniente dal mare, le luci soffuse riflesse sulle pietre millenarie e il silenzio attento del pubblico hanno accompagnato l’apertura della rassegna musicale, il giorno 5 giugno, dedicata alle grandi colonne sonore della storia del cinema, inaugurata dalla Nuova Orchestra Scarlatti diretta dal maestro Gaetano Russo, protagonista anche come clarinetto solista.
Un luogo carico di storia che, al calare del sole, ha accolto centinaia di persone in un’atmosfera quasi cinematografica.
Famiglie, appassionati di musica classica, giovani coppie e semplici curiosi hanno riempito l’area del Macellum ben prima dell’inizio del concerto.
La serata si è aperta con il ricordo di Riccardo Autieri, l’ingegnere deceduto un paio di giorni fa sulla tangenziale di Napoli, in seguito a un incidente stradale. La vittima era residente a Pozzuoli con la famiglia.
Alle 20:30 il silenzio ha lasciato spazio alle prime note. Gli archi della Nuova Orchestra Scarlatti hanno immediatamente avvolto il pubblico con un suono caldo e profondo, mentre il clarinetto del maestro Russo ha guidato un viaggio musicale capace di attraversare memoria, cinema ed emozioni collettive.
L’apertura è stata affidata alla melodia di Umberto Scipione con il “Main Theme” di Benvenuti al Sud, seguito da “La corsa tra i vicoli”, brani che hanno subito evocato immagini e atmosfere profondamente mediterranee.
Poi il concerto ha cambiato registro entrando nella dimensione più intensa e poetica di Ennio Morricone. Con C’era una volta in America il Macellum si è immerso in una malinconia elegante e struggente, mentre durante Gabriel’s Oboe il tempo sembrava essersi fermato.
La serata è proseguita con la musica di Cinema Paradiso, le note della celebre colonna sonora hanno riportato alla mente ricordi personali, immagini di infanzia e vecchie sale cinematografiche, trasformando il concerto in qualcosa di profondamente intimo e collettivo allo stesso tempo.
Suggestiva anche l’interpretazione de La Califfa, eseguita con grande intensità emotiva dall’orchestra, capace di alternare delicatezza e tensione in un continuo crescendo.
Il programma ha poi lasciato spazio al valzer di Dmitrij Shostakovich per flauto, clarinetto e orchestra, eseguito con precisione e leggerezza, prima dell’eleganza verdiana del preludio da I Masnadieri.
Un passaggio raffinato che ha mostrato tutta la versatilità della Nuova Orchestra Scarlatti, in grado di attraversare generi ed epoche mantenendo sempre una forte identità sonora.
Particolarmente coinvolgente il “Valzer brillante” tratto da Il Gattopardo di Nino Rota, che ha restituito al pubblico tutta la magnificenza e la nostalgia dell’aristocrazia raccontata da Visconti.
Poco dopo, le note de Il Postino di Luis Bacalov hanno riportato la scena verso sonorità più intime e poetiche, accompagnate dal vento leggero che attraversava il sito archeologico quasi seguendo il ritmo della musica.
Tra i momenti più intensi della serata anche il tema di Schindler’s List di John Williams, accolto da un silenzio assoluto e da una partecipazione emotiva palpabile tra gli spettatori. Molti hanno seguito l’esecuzione immobili, quasi trattenendo il respiro davanti alla forza evocativa della composizione.
Di straordinaria delicatezza anche l’“Adagio” dal Concerto per clarinetto e orchestra K 622 di Mozart, celebre per essere stato utilizzato nel film La mia Africa. Qui il clarinetto del maestro Russo ha mostrato tutta la sua espressività, dialogando con gli archi in un’esecuzione elegante e profondamente suggestiva.
A chiudere il concerto è stata La vita è bella di Nicola Piovani, forse il momento più emozionante dell’intera serata.
La prima delle tre serate della rassegna voluta dalla Città Metropolitana di Napoli si chiude così con un successo importante, capace di unire musica, cinema e patrimonio storico in uno degli scenari più affascinanti dei Campi Flegrei.
Gli appuntamenti per le prossime settimane prevedono: il 12 giugno “Carosonamente con Peppe Servillo e il Solis String Quartet”, mentre la conclusione prevista per il 19 giugno è affidata a Marco Zurzolo con “I napoletani non sono romantici”
Un’esperienza che non è stata soltanto un concerto, ma un vero viaggio emotivo sotto le stelle di Pozzuoli e a suggellare la rassegna è stato anche un allineamento astrale che capita effettivamente poche volte. È stato possibile osservare ad occhio nudo Giove, Venere e Mercurio nei cieli di Pozzuoli e dell’intera città partenopea.






