Cantine Federiciane, i fratelli Palumbo investono sul futuro del vino flegreo

-

NAPOLI (Di Anna Calì) – Nei Campi Flegrei il vino non è semplicemente un prodotto agricolo, ma il risultato di un equilibrio unico tra terra, mare e fuoco.

I terreni vulcanici, le brezze marine provenienti dal golfo e la particolare composizione dei suoli regalano ai vini del territorio caratteristiche riconoscibili e difficilmente replicabili altrove: sapidità, mineralità e una forte identità territoriale.

Fare viticoltura in quest’area significa però anche confrontarsi quotidianamente con un territorio tanto straordinario quanto complesso.

Il fenomeno del bradisismo, i cambiamenti climatici e il crescente rischio legato agli eventi estremi rappresentano sfide sempre più concrete per chi vive e lavora tra i filari flegrei.

Eppure proprio queste difficoltà contribuiscono a rendere unico il rapporto tra i produttori e la loro terra, trasformando ogni vendemmia in un racconto di resilienza, passione e appartenenza.

Tra le realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a valorizzare il patrimonio vitivinicolo dei Campi Flegrei c’è anche Cantine Federiciane, azienda della famiglia Palumbo giunta oggi alla quarta generazione.

Antonio, Luca e Marco Palumbo hanno scelto di investire sul territorio, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione di una viticoltura che continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche dell’identità flegrea.

Nell’intervista che segue, i fratelli Palumbo, in particolar modo Antonio e Luca ci  raccontano il loro rapporto con il lavoro in vigna, le peculiarità dei vini prodotti sui terreni vulcanici dei Campi Flegrei, le sfide imposte dal cambiamento climatico e dal bradisismo e i progetti con cui l’azienda guarda al futuro.

Quali sono i valori e gli insegnamenti che avete ereditato dalle generazioni precedenti e che continuano a guidare l’azienda?

Antonio: “Il valore principale che portiamo avanti è il rispetto per il lavoro. È qualcosa che ci è stato trasmesso soprattutto da nostro padre, un uomo che ha sempre considerato il lavoro una componente essenziale della vita.

Fin da bambini siamo cresciuti con questa cultura: quando non si andava a scuola o durante le vacanze estive, il tempo libero era limitato e il resto della giornata si trascorreva in azienda, imparando il mestiere e osservando tutto ciò che ruotava attorno al mondo del vino.

Questa esperienza ha formato il nostro carattere e la nostra dedizione. Personalmente, dopo gli studi non ero convinto di voler lavorare in azienda, ma sentivo il dovere di provarci per rispetto dei sacrifici fatti dalla mia famiglia.

Una volta entrato in azienda, però, è nata anche la passione per questo lavoro e oggi vi mi dedico completamente, così come i miei fratelli”.

C’è una differenza tra i giovani di oggi e la vostra esperienza di crescita?

A:  “Credo che la differenza sia soprattutto negli insegnamenti ricevuti.

Quando eravamo ragazzi era normale imparare un mestiere già durante l’estate: si andava dal barbiere, dall’elettricista, dall’idraulico oppure si aiutava nell’attività di famiglia. Era un modo per responsabilizzarsi e comprendere il valore del lavoro.

Oggi questa cultura si è molto ridotta e tanti giovani trascorrono i mesi estivi senza avere occasioni per avvicinarsi concretamente a un mestiere o a un’attività produttiva.

È un cambiamento sociale importante che, secondo me, merita una riflessione”.

Come si sviluppa il vostro processo produttivo e quali sono le fasi più delicate?

Luca: “Il processo produttivo inizia dalla vigna. Si parte con la potatura invernale, tra gennaio e febbraio, quando definiamo il carico produttivo che la pianta dovrà sostenere fino alla vendemmia.

Successivamente seguiamo tutte le operazioni di gestione e difesa della vite fino all’invaiatura e alla maturazione delle uve.

In quel momento iniziamo a monitorare costantemente i vigneti, raccogliendo campioni di grappoli per studiare le curve di maturazione e individuare il momento ideale per la raccolta.

Le uve vengono lavorate in cantina lo stesso giorno della vendemmia.

Per i vini rossi si procede con diraspatura e pigiatura, mentre per i bianchi si utilizza la pressatura soffice del grappolo intero.

Seguono poi la fermentazione e l’affinamento: per i vini d’annata questo avviene generalmente in acciaio per quattro o cinque mesi, mentre le selezioni richiedono tempi più lunghi”.

Quanto incidono gli incendi e i cambiamenti climatici sulla gestione dei vigneti?

L: “Gli incendi rappresentano un rischio concreto, soprattutto durante l’estate. Per questo realizziamo delle fasce tagliafuoco attorno ai vigneti, mantenendo puliti i perimetri e creando zone prive di vegetazione che impediscono alle fiamme di raggiungere le piante.

Più complessa è invece la sfida del cambiamento climatico. Oggi dobbiamo fare i conti con ondate di calore improvvise, grandinate e fenomeni meteorologici estremi.

Utilizziamo prodotti che limitano le scottature dei grappoli e monitoriamo costantemente l’umidità e le precipitazioni attraverso sensori installati in campagna.

La vera sfida dei prossimi vent’anni sarà proprio questa: adattarsi ai cambiamenti climatici mantenendo elevata la qualità delle produzioni”.

In che modo il legame con questo territorio, oggi al centro dell’attenzione per il bradisismo, influenza il vostro il lavoro?

L:  “Incide completamente. I terreni vulcanici dei Campi Flegrei conferiscono ai vini sapidità, mineralità e freschezza. Il mare, i venti, la presenza dei vulcani e persino le esalazioni sulfuree contribuiscono a creare caratteristiche uniche e irripetibili.

Nel nostro vigneto di Cigliano abbiamo scelto di integrare la vite all’interno dell’ambiente naturale esistente, preservando fichi, noci, allori e altre specie vegetali già presenti.

È proprio questa biodiversità a rendere speciale il territorio flegreo.

Il fenomeno del bradisismo è ormai parte della quotidianità. Capita di essere in vigna e avvertire diverse scosse nel giro di poche ore di lavoro. È una situazione con cui conviviamo costantemente e che inevitabilmente influisce anche sull’organizzazione delle attività”.

Come nasce il nome “Federiciane” e quant’è importante fare cultura del vino?

A: “Il nome Federiciane deriva dal Castello di Monteleone, antico sito storico del territorio legato alla figura di Federico. Anche il nostro logo prende ispirazione da elementi architettonici del castello.

Per quanto riguarda la cultura del vino, per noi significa soprattutto cultura agricola.

Oggi si parla molto di cibo di qualità e inevitabilmente questo porta anche alla valorizzazione del vino.

Raccontare il territorio, spiegare il lavoro che c’è dietro una bottiglia e avvicinare i giovani all’agricoltura rappresentano una delle nostre missioni principali”.

 

Cosa significa visitare una vigna dei Campi Flegrei?

A: “Significa comprendere concretamente il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia. Noi lavoriamo in quella che viene definita viticoltura eroica: molte operazioni vengono ancora svolte a mano e richiedono passione e sacrificio.

Visitare una vigna significa anche riscoprire la biodiversità del territorio: fichi d’India, mandorli, noci, erbe spontanee e profumi che chi vive esclusivamente in città spesso non conosce più”.

Quali sono i progetti futuri di Cantine Federiciane?

A: “Negli ultimi anni abbiamo investito molto nei vigneti e nell’efficientamento energetico dell’azienda. Oggi disponiamo di un impianto fotovoltaico da 90 kW che rende la struttura completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

Stiamo lavorando molto anche sull’enoturismo e sull’accoglienza, perché sempre più persone desiderano visitare i luoghi in cui nascono i nostri vini.

Parallelamente puntiamo a rafforzare la presenza sui mercati internazionali e a ottenere la certificazione di agricoltura sostenibile.

Ognuno di noi fratelli segue un settore specifico: Luca si occupa della vigna e della sostenibilità, Marco dell’efficienza energetica e io della promozione commerciale e dell’accoglienza”.

Vuoi pubblicare i contenuti di Napoli Village.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate