CO₂ nella Galleria Flegrea, De Natale rassicura. Lo pneumologo avverte: “In ambienti chiusi può diventare letale”

-

NAPOLI (Di Anna Calì) – La presenza di anidride carbonica all’interno della Galleria Flegrea e la conseguente sospensione della circolazione ferroviaria tra Campi Flegrei e Pozzuoli hanno riacceso l’attenzione sui fenomeni legati all’attività vulcanica dell’area flegrea e sui possibili rischi per la salute pubblica.

Da un lato gli esperti invitano a non alimentare allarmismi, dall’altro sottolineano l’importanza della prevenzione e del monitoraggio costante, soprattutto negli ambienti chiusi dove il gas può accumularsi raggiungendo concentrazioni pericolose.

In merito a queste notizie, la redazione di Napoli Village ha contattato personalmente il vulcanologo Giuseppe De Natale che ha risposto ad alcune domande, specificando che le risposte sono a titolo personale in base alla sua esperienza di ricerca.

Alla luce del rilevamento di CO2 nella Galleria Flegrea, quanto è normale o atteso un fenomeno di questo tipo in un’area come i Campi Flegrei e quando invece diventa un segnale di allarme?

“Non ho i dati precisi, ma comunque da tempo è stato segnalato un aumento di CO2, legato all’aumento macroscopico nelle emissioni Flegrei, di natura vulcanica”.

La presenza di gas come la CO₂ in galleria può essere collegata direttamente all’attività del sistema vulcanico flegreo in evoluzione o può dipendere anche da fattori più superficiali e locali?

“L’aumento generalizzato di emissione di CO2 è legato all’attività vulcanica, e si osserva dal 2000, con livelli sempre maggiori. La CO2 è contenuta nel magma, e quanto più profondo è il magma tanta più CO2 contiene (perché a maggior profondità la pressione è maggiore, e la CO2 viene trattenuta nel magma; se la pressione si abbassa la CO2 esce dal magma in forma di gas). L’aumento di CO2 indica infatti il fenomeno dominante in questa fase di bradisismica, ossia l’emissione accelerata di gas dalle camere magmatiche profonde”.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento della sismicità e del sollevamento del suolo: come si inserisce questo episodio nel quadro generale dell’attuale “crisi bradisismica”?

“Come ho detto, l’aumento di emissione di gas magmatici, che provenendo dal magma riscaldano le falde superficiali e provocano deformazione e sismicità, è la causa primaria dell’attuale bradisismo”

In termini concreti per la popolazione, quanto deve essere considerata preoccupante questa fase e quali sono gli scenari più plausibili nel breve e medio periodo?

“Nessuno sa come evolverà questo fenomeno, iniziato nel 1950, che però fin’ora è molto simile a quello che, dal 1430 al 1538, culminò con l’eruzione di Monte Nuovo”.

Sul fronte sanitario interviene invece il dottor Caterino, pneumologo e primario dell’Ospedale Monaldi, che spiega come il vero pericolo non sia il gas in sé, ma il suo accumulo in ambienti scarsamente ventilati.

«L’anidride carbonica spiazza l’ossigeno e quindi crea difficoltà respiratorie. La sintomatologia dipende molto dalla concentrazione presente nell’ambiente. Si può passare da cefalea e malessere generale fino a situazioni molto più gravi».

Lo specialista evidenzia come gli effetti siano strettamente correlati alla percentuale di CO₂ presente nell’aria.

«Quando i livelli raggiungono concentrazioni elevate possono comparire cefalea, alterazioni dello stato di coscienza e difficoltà respiratorie. Nei casi estremi si può arrivare all’arresto respiratorio e al decesso. Parliamo inoltre di un gas inodore, che non consente alle persone di percepire immediatamente il pericolo».

Per questo motivo il pneumologo promuove senza esitazioni la decisione di interrompere il traffico ferroviario.

«Hanno fatto bene a chiudere. Su questo non si discute. Il problema è determinare le condizioni di aerazione degli ambienti chiusi e garantire che siano sicuri prima della riapertura».

Un aspetto importante riguarda anche la differenza tra esposizione all’aperto ed esposizione in spazi confinati. L’area dei Campi Flegrei è infatti caratterizzata da emissioni naturali di anidride carbonica, ma il rischio cambia sensibilmente a seconda delle condizioni ambientali.

«La concentrazione all’esterno è completamente diversa rispetto a quella che può accumularsi in una galleria o in un locale chiuso. Il vero problema nasce quando il gas non riesce a disperdersi adeguatamente».

Particolarmente vulnerabili risultano le persone fragili e coloro che soffrono di patologie respiratorie croniche, anche se il medico precisa che il fattore decisivo resta sempre la concentrazione raggiunta dal gas nell’ambiente.

Alla domanda se la popolazione debba considerare questa situazione un rischio concreto, Caterino risponde con chiarezza: «Le istituzioni fanno benissimo ad adottare misure preventive. Bisogna migliorare i sistemi di aerazione laddove possibile e continuare a monitorare costantemente queste aree».

L’episodio della Galleria Flegrea rappresenta dunque l’ennesima conferma di quanto la convivenza con un territorio vulcanico attivo richieda attenzione, monitoraggio e interventi tempestivi.

Se per gli esperti non esistono elementi che facciano pensare a scenari imminenti di particolare gravità sul fronte vulcanologico, la presenza di anidride carbonica in ambienti confinati resta un fenomeno da non sottovalutare, soprattutto quando può mettere a rischio la sicurezza delle persone.

La linea condivisa da scienziati e medici appare chiara: nessun allarme ingiustificato, ma massima prudenza e controlli costanti per garantire la tutela della popolazione.

Vuoi pubblicare i contenuti di Napoli Village.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate