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sabato 4 Dicembre 2021

Dopo 35 anni di battaglie legali il Consiglio di Stato rinvia l’abbattimento di “Vicienz a Mare” a Pozzuoli

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POZZUOLI – Dopo 35 anni di battaglie legali il Consiglio di Stato rinvia l’abbattimento di “Vicienz a Mare” a Pozzuoli. Verdi: “da decenni il lungomare è deturpato da questo ecomostro e ancora la giustizia amministrativa non decide”.”Il Consiglio di Stato ha rinviato l’abbattimento dello scheletro “Vicienz a Mare” situato sul lungomare di Pozzuoli

come racconta cronacaflegrea. Una vicenda incredibile – denunciano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere metropolitano e comunale di Pozzuoli del Sole che Ride Paolo Tozzi – che si trascina da oramai 35 anni dopo che i proprietari dopo un ristrutturazione dell’immobile furono accusati di aver realizzato un enorme abuso edilizio che deturpava il paesaggio del comune flegreo. Tra ricorsi, contenziosi e battaglie legali l’unica cosa certa è che da decenni questo ammasso di cemento rovina il lungomare e il paesaggio di Pozzuoli. Il comune aveva ordinato l’abbattimento ma con questo nuovo colpo di scena è tutto di nuovo rinviato con grave danno per la cittadinanza, i turisti e il paesaggio. Possibile mai che la giustizia amministrativa non sia in grado di mettere la parola fine a questa vicenda assurda e indecente?”Breve storia della struttura tratta dal sito l’occhio del gabbianoDietro ad un nome c’è una storia ricca di quasi tre secoli. Tutto inizia nel lontano maggio 1676 dopo che i frati cappuccini ebbero dall’amministrazione comunale il permesso di costruire a 50 passi dal mare, in località “bucciaria”, uno ospizio-convento stagionale. Questi divenne un rifugio per i frati che dovevano allontanarsi dal convento, situato in prossimità del lago d’ Agnano, a causa delle continue esalazioni della macerazione delle canne di lino che provocarono la morte di alcuni di essi. Dopo varie vicende che videro il contrasto tra i Domenicani e i Cappuccini, iniziarono i lavori dell’ospizio.A quei tempi lo stabile si presentava con una forma rettangolare a due piani, posta a strapiombo sul mare. Al suo interno vi erano 15 celle, un’ ampia chiesa e le stanze adibite ai servizi. L’ospizio ebbe una vita caratterizzata dalle molteplici ristrutturazioni causate da due fattori principali: l’erosioni del mare e il bradisismo. Quest’ultimo portò al completo allagamento del pian terreno e la conseguente chiusura nel 1850. Solo dopo il 7 luglio del 1866 ,con la legge per l’incameramento dei beni ecclesiastici, la costruzione passò nelle mani del demanio marittimo nel 1871, e successivamente, nel 1875 fu venduto dal ministero della marina ad un privato che lo adibì a locale per pescicoltura e bagni.Nel 1880 il vecchio ospizio divenne una trattoria grazie al gastronomo napoletano Gennaro Polisano , che inventò un piatto denominato “Cannoni all’Amstrong” in onore dello stabilimento Amstrong che poi successivamente prese il nome di “Sofer”. Inoltre il maestro Polisano era anche conosciuto per il suo “ragù Polisano ” che come ingrediente segreto aveva il cioccolato e il famosissimo vino di Marsala o Pantelleria. Lo stabile rimase di sua proprietà fino al 1927, quando Vincenzo Maiorano lo rilevò, trasformandolo in un magnifico ristorante denominato “Vicienz ‘a mmare”, teatro di cerimonie e di pranzi favolosi creati da chef rinomati.Il sogno di Vincenzo però durò fino al 1972 quando, a causa di gravi lesioni alla strutture, dovette chiudere.Dopo dieci anni ci furono i lavori di ristrutturazione per il rifacimento dell’intera struttura che dopo qualche mese fu dichiarata abusiva dal demanio marittimo, rendendola quella che è tutt’oggi: un enorme ammasso di cemento inanime che ricorda un palazzo libico colpito da un bombardamento.

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