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POZZUOLI – La Solfatara dal mese di novembre non viene monitorata. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio vesuviano, che negli ultimi giorni ha scritto alla Procura della Repubblica per permettere l’accesso nell’area posto sotto sequestro di alcuni tecnici che possano riparare le strumentazioni danneggiate.

Dopo la morte dei tre turisti torinesi, la struttura è stata posta sotto sequestro e da allora le strumentazioni non sono state più controllate e alcune componenti della stazione installata sono anche danneggiati. Francesca Bianco direttore dell’Osservatorio Vesuviano ai nostri microfoni lancia l’allarme.

“La Procura permetta all’Osservatorio vesuviano di tenere sotto controllo la Solfatara senza mettere a rischio gli accertamenti necessari a individuare eventuali responsabilità per la morte atroce della coppia di turisti e del loro bambino”.

 

A chiederlo i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il capogruppo del Sole che ride nel Consiglio comunale di Pozzuoli, Paolo Tozzi, per i quali “non possiamo permetterci il rischio di non avere un monitoraggio costante e continuo dell’attività della Solfatara vista l’alta pericolosità dell’area vulcanica con cui abbiamo a che fare”.

 

“Sarebbe opportuno valutare con la massima attenzione se sia giusto che un sito del genere continui a essere in mano ai privati o se, invece, non sia il caso di procedere all’acquisizione pubblica” hanno aggiunto i Verdi per i quali “la Solfatara non è una sorta di parco giochi e la gestione pubblica darebbe maggiori garanzie, pur se si potrebbero lasciare ai privati, magari agli stessi proprietari, le attività collaterali”.

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