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POZZUOLI– Il viaggio della sonda Exomars verso Marte è stato seguito con vivo interesse anche dall’Auditorium dell’Accademia Aeronautica alla presenza del Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/ 3^ Regione Aerea,

del Professor Massimo Della Valle, Direttore dell’INAF- Osservatorio Astronomico di Capodimonte, del Professor Luigi Carrino, Direttore del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e del Professore Antonio Moccia, Direttore del Dipartimento Ingegneria Industriale Università degli Studi di Napoli Federico II.Dopo i saluti di benvenuto del Comandante dell’Accademia Aeronautica, Generale di Divisione Aerea Nicola Lanza de Cristoforis, sono intervenuti importanti esponenti del settore aerospaziale che, moderati dal giornalista Rai Vittorio Argento, hanno sottolineato il ruolo fondamentale dell’Italia e di Napoli nell’esplorazione di Marte.“…Il legame tra Napoli e Marte esiste da 400 anni – ricorda Massimo Della Valle – più precisamente da quando l’astronomo napoletano Francesco Fontana tra il 1630 e il 1650 osservò ripetutamente il pianeta rosso scoprendo la rotazione di Marte intorno al suo asse”. E aggiunge “L’Unione Astronomica Internazionale ha dedicato a Fontana un cratere sulla Luna e uno su Marte, potremmo auspicare che in tempi brevi sia dedicata una via o un parco nella sua città natale”. “…Una missione che parla molto italiano e che parla anche napoletano…” Con queste parole il Dottor Pietro Schipani dell’INAF ha messo in evidenza la centralità di Napoli e della Campania, “… Il risultato di un sistema di eccellenze, capaci di interconnettersi e collaborare insieme…” ha dichiarato il Professor Carrino.Citando il motto dell’Aeronautica Militare “… Con coraggio fino alle stelle”, il Tenente Colonnello Walter Villadei, cosmonauta dell’arma azzurra ha ricordato come in Europa lo spazio sia nato in Italia con l’Aeronautica Militare come naturale estensione del suo ambiente operativo, il volo.Da giovane allievo pilota dell’Accademia Aeronautica, che ha iniziato volando sul SIAE 260, a pilota in volo sullo Shuttle, il Comandante Maurizio Cheli ha raccontato la sua esperienza nello spazio.“…Bisogna mettere insieme lo stomaco con il cervello: il primo indica la direzione, il secondo permette di prendere le decisioni che consentono di raggiungere l’obiettivo” e ha aggiunto “… Volare nello spazio è un volo al quadrato, un traguardo che si raggiunge anche grazie alla passione”.Nel corso della serata, la Dottoressa Francesca Esposito, dell’Osservatorio di Capodimonte, principal investigator della stazione meteo DREAMS ideata per Marte, ha salutato il pubblico in sala trasmettendo la personale emozione per l’attesa dell’arrivo della sonda.L’evento è stato seguito dai giovani accademisti, dalla comunità scientifica napoletana, da varie scolaresche campane e dagli studenti universitari, suscitando un forte coinvolgimento e mantenendo la platea con il fiato sospeso in attesa dei segnali da Marte.

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