CAFFE' KAMO

POZZUOLI – Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha firmato un’ordinanza, a parziale modifica dell’ordinanza numero 76 del 14 aprile, con la quale dispone la riapertura delle attività e dei servizi di ristorazione, delle cartolerie e delle librerie secondo le modalità previste dalla Regione Campania.

Il provvedimento sarà valido da lunedì 27 aprile fino al 3 maggio 2020. Bar e pasticcerie potranno aprire dalle ore 7 alle ore 14; ristoranti, pizzerie, pub, gastronomie e gelaterie dalle 16 alle 22.

Tutti potranno esercitare l’attività con la sola modalità di prenotazione telefonica, on-line e consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie prescritte nell’ordinanza regionale n. 37. Cartolerie e librerie invece resteranno aperte dalle ore 8 alle ore 14, con la raccomandazione di adottare misure organizzative atte a promuovere la vendita on-line e la consegna a domicilio.

Nello stesso provvedimento, il sindaco Figliolia ha anche modificato l’orario di chiusura delle altre attività che possono stare aperte ai sensi dei Dpcm, riportandolo alle ore 20, così come già avviene per gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari. Per queste attività quindi non ci sarà più la chiusura alle ore 14.

Resta confermata inoltre la chiusura domenicale per tutti, tranne che per edicole, farmacie e parafarmacie. Una precisazione è stata fatta per i bar posti all’interno di strutture mercatali che svolgono il loro lavoro in orari pomeridiani e notturni: potranno restare aperti negli orari in cui ha luogo il mercato ma l’attività potrà essere esercitata solo con prenotazione telefonica oppure on-line e la consegna al destinatario.

L’ordinanza chiarisce infine che, in conformità a quanto espresso dalla Prefettura, il DPCM del 10 aprile 2020 ammette espressamente la produzione, vendita e commercializzazione di prodotti agricoli, per cui possono essere esercitate le attività al dettaglio di prodotti florovivaistici (semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti ecc.), in ogni caso organizzate in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.

Il mancato rispetto dell’ordinanza sindacale è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 400 a 3.000 euro.

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