ISCHIA – “Ischia e Campi Flegrei candidate ad ospitare il Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024. Le aree di Ischia, famosa nel mondo anche per la sua qualità termale e dei Campi Flegrei saranno parte del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024, qualora l’Italia dovesse essere sede dell’evento che porterà più di 100.000 visitatori, capi di Stato, rappresentanti delle Religioni di tutto il Mondo nel nostro Paese”. Lo ha annunciato Endro Martini, geologo e Presidente di Italy Water Forum 2024.

“La candidatura dell’Italia presentata a Marsiglia dove si assegna la sede prevede che durante il periodo del Forum e nei giorni precedenti al Forum ma anche nel dopo Forum un team di agenzie di viaggio organizzerà una serie di visite tecniche, ben 15, in luoghi caratterizzati dalla presenza di “acqua” sia naturale che artificiale con scenari che testimoniano la storia e la grande bellezza dei paesaggi acquatici italiani. Ischia ed i Campi Flegrei sono due dei 15 luoghi dove si svolgeranno Press Tour e Educational con operatori turistici e scienziati che arriveranno per il World Water Forum 2024. Situata all’estremità settentrionale del Golfo di Napoli e poco distante dalle isole di Procida e Vivara, nel mar Tirreno, Ischia è la più grande delle isole Flegree e importante meta del turismo internazionale. Le acque termali dell’isola d’Ischia sono conosciute – ha proseguito Martini – e utilizzate fin dall’antichità. La sua natura vulcanica fa di Ischia una delle terme più grandi d’Europa. Le acque termali di Ischia sono alcaline. I Greci utilizzavano le acque termali per ritemprare lo spirito e il corpo e come rimedio per la guarigione dei postumi delle ferite di guerra (in epoca pre-antibiotica) attribuendo poteri soprannaturali alle acque e ai vapori che sgorgavano dalla terra; non a caso in ogni città termale sorsero templi dedicati a divinità come quello di Apollo a Delfi. I romani le esaltarono come strumento di cura e relax attraverso la costruzione di terme pubbliche e utilizzarono con sicurezza e proficuo le numerose sorgenti dell’isola”.

Nella candidatura anche l’intera area Flegrea con Parco Archeologico

“E’ nostra intenzione dialogare con Procida per gemellare Procida 2022 e Italia 2024. Nel progetto di candidatura dell’Italia a sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua c’ è anche l’intera area dei Campi Flegrei. Qualora l’Italia dovesse vincere ed ottenere il Forum Mondiale dell’Acqua noi avremo un importante Educational di più giorni nell’area de Campi Flegrei. La zona è nota fin dall’antichità per la sua vivace attività vulcanica. Dal punto di vista geologico l’area è una grande caldera in stato di quiescenza, del diametro di 12-15 km, i cui limiti sono dati dal colle di Posillipo, dal colle dei Camaldoli, dai rilievi settentrionali del cratere Quarto. Poi abbiamo il colle del Sanseverino, l’acropoli di Cuma e il Monte di Procida. In questo circuito sono presenti numerosi crateri – ha continuato Martini – e piccoli edifici vulcanici (almeno ventiquattro), alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive (zona Solfatara) o idrotermali (ad Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché causa del fenomeno del bradisismo (molto riconoscibile per la sua entità in passato nel cosiddetto tempio di Serapide a Pozzuoli). Importanti depositi di origine vulcanica sono visibili in tutta l’area, come il Tufo Grigio Campano (o Campana Ignimbrite) o il Tufo Giallo. Nella zona sono presenti laghi di origine vulcanica (Lago d’Averno) e laghi costieri originati da sbarramenti (Lago Lucrino, Lago Fusaro e Lago Miseno). Nel 2003 è stato istituito il Parco regionale dei Campi Flegrei. I Campi Flegrei costituiscono un’area ad alto rischio vulcanico sottoposta a costante sorveglianza da parte dell’Osservatorio Vesuviano, sia attraverso periodiche campagne di indagine che con monitoraggio continuo.

Fanno parte dei Campi Flegrei anche le isole Flegree di Ischia, Procida e Vivara, sebbene si trovino all’esterno del cratere originario. Hanno una storia e una cronologia in parte diverse, in parte parallele a quella dei vulcani sulla terraferma. Inoltre numerosi altri crateri sono stati individuati nel Golfo di Pozzuoli, affondati nel mare o da esso disgregati nel corso dei millenni”

Dunque Ischia con le sue terme è nella programmazione depositata a Marsiglia. L’Italia è già nella short list delle finaliste!

“Terme e termalismo riprendono attivamente a parlare nel Rinascimento e un impulso decisivo alla moderna medicina termale fu dato da Giulio Iasolino, medico calabrese, professore all’Università di Napoli, che verso la fine del Cinquecento, affascinato dal clima e dai fenomeni di vulcanismo secondario (fumarole e acque termali), intuendo le potenzialità terapeutiche del mezzo termale, ha effettuato un meticoloso censimento delle sorgenti dell’isola (per la prima volta compare la ricchezza idrogeologica del territorio isolano), ha individuato la composizione delle acque – ha continuato Martini – ed effettuò un’osservazione dettagliata sugli effetti delle stesse su numerose patologie che affliggevano i suoi contemporanei (descrivendo la Fonte di Castiglione, una delle più famose dell’epoca, Iasolino espresse tutto il suo entusiasmo per le acque termali: “Ogni giorno vediamo operazioni e virtù di quest’acqua così meravigliosa e stupenda che devi proprio credere che sia donata dal cielo per la salute di u omini “). Con la pubblicazione del trattato “De ‘Rimedi naturali che si trovano sull’isola di Pithecusa; oggi conosciuta come Ischia ”Iasolino liberò le acque termali di Ischia da quell’aura magica che ne aveva condizionato l’uso fino ad allora. Dopo le esperienze di Iasolino, all’inizio del XVII secolo, considerando che molte guarigioni furono ottenute con l’uso delle terme e che le cure ad Ischia, piuttosto costose, potevano permettersi solo nobili e ricchi borghesi, un gruppo di nobili filantropi napoletani realizzato nel comune di Casamicciola il “Pio Monte della Misericordia”, “centro termale (per l’epoca) più grande d’Europa”, per consentire anche a chi non disponeva di adeguate possibilità economiche di godere delle qualità terapeutiche delle acque termali locali. Dal Seicento alla metà del Novecento, nei pressi delle più rinomate sorgenti termali furono costruiti numerosi stabilimenti e strutture ricettive che fecero dell’isola d’Ischia una rinomata località termale e residenza internazionale dove venivano a curare le malattie del corpo, e non solo. famoso come Giuseppe Garibaldi, dopo la battaglia d’Aspromonte, Camillo Benso conte di Cavour, Arturo Toscanini. Dagli anni Sessanta, grazie ad Angelo Rizzoli, l’isola d’Ischia e le sue acque termali si sono aperte a grandi flussi turistici, con una specifica attività di ricerca scientifica sul termalismo”.

E proprio l’area dei Campi Flegrei è Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” laboratorio di creatività, idee e progetti sulla sostenibilità a tutela della risorsa acqua. Un Forum Mondiale dell’Acqua nel regno della Posidonia.

“Il Regno di nettuno comprende il mare che circonda l’Arcipelago Flegreo, formato dalle isole di Ischia, Procida e Vivara.

Le tre isole, che chiudono ad ovest il golfo di Napoli, fanno parte di un grande complesso vulcanico considerato tuttora attivo.

Segno della vitalità, di questa natura che congiunge acqua e fuoco sono le numerose fonti termali – ha dichiarato Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” – sfruttate oggi in un’infinita serie di terme e splendidi giardini, che congiungono complessi di piscine a varie temperature a veri orti botanici e spiagge.

L’Area Marina Protetta ha una superficie a mare di ha 11.256,00 e comprende i comuni di Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Procida, Serrara Fontana

L’Area Marina Protetta Regno di Nettuno persegue la protezione ambientale, la tutela e la valorizzazione del mare che circonda le isole di Ischia, Procida e Vivara, nel Golfo di Napoli. E’ l’Area Marina Protetta più estesa in Campania e racchiude al suo interno delle particolarità di enorme interesse, non solo naturalistico.

La zonizzazione del Regno di Nettuno, rispetto alle altre Aree Marine Protette italiane comprende la tutela integrale, riserva generale speciale e tutela dei mammiferi marini.

Fra le sue attività, l’Area Marina Protetta realizza, in partenariato con Istituti Scientifici Università associazioni ed operatori del settore, programmi di studio monitoraggio e ricerca nei settori dell’ecologia della biologia marina e dell’archeologia subacquea al fine di implementare la conoscenza del territorio marino-costiero.

Inoltre espleta attività di Educazione Ambientale in collaborazione con associazioni ambientaliste ed Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e si occupa della gestione e progettazione di percorsi didattici, realizzazione di eventi, manifestazioni, convegni e seminari al fine di diffondere l’importanza della tutela delle risorse per la valorizzazione del territorio con l’obiettivo di stimolare cambiamenti nel comportamento dei cittadini rispetto all’ambiente e di promuoverne una fruizione sostenibile. La ricchezza del mare dell’AMP “Regno di Nettuno” si intuisce osservando la perimetrazione dell’area su di una mappa. La sua estensione piuttosto imponente è dovuta anche alla presenza dello “strano” prolungamento verso nord, di due miglia di larghezza e otto di lunghezza, che corrisponde al cosiddetto “Canyon di Cuma” e che rende il Regno di Nettuno un’area unica nel Mediterraneo.

Tale prolungamento estende la protezione dell’AMP all’incredibile ricchezza in cetacei (delfini, balene, capodogli..) di questo tratto di mare racchiuso nella zona di tutela dei mammiferi marini” che è l’unica italiana, essendo il Santuario Pelagos italo-francese ed Area marina protetta di Interesse Internazionale.

L’altra emergenza che viene racchiusa dai confini dell’AMP “Regno di Nettuno” è una straordinaria prateria di Posidonia oceanica, che circonda per decine di chilometri quadrati le isole, con particolare riguardo ad Ischia”.

Aenaria: città sommersa!

E a Ischia c’è la straordinaria storia di Aenaria la cittadella romana esistita dal IV secolo a.C. fino al 130-150 d.C. e distrutta improvvisamente da una eruzione vulcanica o da un terremoto, che sta venendo alla luce grazie ai pescatori e Soprintendenza con scavi brillantemente diretti dall’archeologa subacquea Alessandra Benini, tra i massimi esperti in Italia del settore. Oggi questa cittadella è sommersa dal mare ad una profondità di circa 9 metri ed è possibile vederla con dei tour specifici.

Il Nono Forum che, è stato rimandato di un anno a causa della pandemia, si svolgerà a Dakar nel Marzo del 2022.

“Italy Water Forum 2024” è il comitato promotore della candidatura dell’Italia a sede del X FORUM MONDIALE DELL’ACQUA:

Presidente il geologo, Endro Martini e ne fanno parte il Sacro Convento di Assisi, il Comune di Firenze, Comune di Assisi, Consiglio Nazionale dei Geologi, ISPRA, Protezione Civile Nazionale , Istituto Nazionale di Urbanistica, Comune di Ferrara, Associazione Nazionale delle Bonifiche e Irrigazioni, Rotary International Club di Ottaviano, Meteo Giuliacci, Skopìa srl, Cae srl, Agronomist World Academy Foundation, Iat srl , Water Right and Energy Foundation, Triumph Group International, Archeoclub d’Italia e Centro Studi Alta Scuola dell’Umbria, istituto specializzato nella manutenzione e valorizzazione dei centri storici e del quale fanno parte Regione Umbria, Comune di Orvieto, Comune di Assisi, Comune di Todi che è stato l’animatore di questo progetto.

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