Uiltucs

ISCHIA – Sta assumendo toni drammatici la vertenza di oltre 40 lavoratrici e lavoratori dipendenti della Soc. Coop. Sociale Onlus CIVITAS, facente capo al Consorzio NESTORE ed impegnati nell’assistere quotidianamente decine di cittadini non autosufficienti presso la Residenza Sanitaria Assistenziale “Villa Mercede” di Serrara Fontana sull’isola d’Ischia.

Queste lavoratrici e questi lavoratori che con dedizione e professionalità continuano nel loro lavoro nonostante vantino ben 6 mensilità di stipendi arretrati!

Insieme alla UILTuCS Campania, che dai primi di gennaio segue la vertenza, sono state tecnicamente attivate le procedure per chiedere direttamente all’ASL Napoli 2 Nord, competente per territorio, il cosiddetto “intervento in sostituzione”. In sintesi si è chiesto all’ASL, come previsto dalla Legge, di pagare direttamente i lavoratori della Cooperativa, ponendo fine ad una condizione che ha del vergognoso!

Sempre la UILTuCS, insieme ai lavoratori propri iscritti e rappresentati, ha dichiarato lo Stato di Agitazione del Personale e la procedura di raffreddamento e nei prossimi giorni verrà proclamato uno sciopero a sostegno di una vertenza che vede decine di lavoratori precipitati in una situazione a dir poco disperata.

Su questa vicenda, oltre ad emergere le gravissime inadempienze della cooperativa e del consorzio, rispettivamente esecutore e titolare dell’appalto, è inspiegabile ed inaccettabile il silenzio dell’ASL Napoli 2 Nord – che continua a non dare risposte rispetto alle azioni attivate dai lavoratori – nonché della Regione Campania e le Amministrazioni dei sei Comuni dell’isola d’Ischia, perfettamente informati della vicenda che a tutt’oggi non mostrano il dovuto interesse rispetto ad una vicenda così grave.

Stiamo assistendo ad un’autentica vergogna per il sistema della Sanità!

Oltre 40 famiglie vivono in una condizione sociale ed economica ormai insostenibile e c’è bisogno dell’impegno di tutti, in primis delle Istituzioni, per evitare che la dignità e la dedizione di lavoratrici e lavoratori non vengano ulteriormente calpestate.

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