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POZZUOLI – Obiettivo centrato. Anzi di più. Le firme a sostegno dell’arte dei pizzaioli napoletani Patrimonio Unesco ha superato il milione di firme. Ad annunciarlo è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore dell’iniziativa.

L’arte del modo di lavorazione della pizza alla napoletana sarà tutelata. Ma c’è anche chi pensa ad un evoluzione e pone la pizza sempre più piatto a servizio delle nuove tendenze alimentari che pensa alla salute dei suoi fruitori e alla qualità degli alimenti, ma soprattutto sempre più votata a una filosofia gourmet. L’utilizzo di prodotti di eccellenza sia nell’impasto con le farine lavorate a pietra che nei condimenti alimenti dei presidi slow food, oli bio, dop e denocciolati a freddo garantiscono livelli di eccellenza difficilmente imitabili. A Napoli a sposare appieno questa filosofia di fare pizza sono in pochi tra questi i pizzaioli gourmet Valerio ed Emanuele Di Vaio de La Chamade di Licola fondata dal papà Giovanni. Grazie al loro estro sono nate nuove pizze gourmet che stanno ingolosendo gli estimatori della pizza: la petalosa, di nuova ideazione che utilizza petali di mozzarella di bufala campana dop, la vegana con farina integrale al 100% e la montanara rivisitata la nuova frontiera del gusto…..

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