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POZZUOLI – L’esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi, nella rara trascrizione che ne fece Giovanni Paisiello per la Cattedrale di Napoli il 16 settembre 1810, avrà luogo il 25 marzo 2016, ore 20.30, presso la Cattedrale del Rione Terra di Pozzuoli.In occasione delle celebrazioni per i 200 anni dalla morte di Giovanni Paisiello (1740 – 1816)

 e a ricordare i 180 dalla scomparsa di Giovanni Battista Pergolesi (Jesi 4 gennaio 1710 – Pozzuoli 16 marzo 1736), il Teatro di San Carlo ha deciso di proporre lo Stabat Mater di Pergolesi in una versione che Giovanni Paisiello curò nel 1810, per soli e orchestra; soprano Maria Grazia Schiavo, mezzosoprano, Eufemia Tufano, tenore, Leonardo Cortellazzi, basso Antonio Di Matteo; dirige l’Orchestra del Teatro di San Carlo Maurizio Agostini.La verve del Settecento napoletano si riscopre in un genere sacro: il capolavoro di Pergolesi, apprezzato e parafrasato anche da Johann Sebastian Bach, rivive attraverso nuovi accenti, nella trascrizione di un Paisiello più maturo e all’epoca attento e dedito alle composizioni di carattere religioso.L’esecuzione dello Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi nella Cattedrale di Pozzuoli è un’antica tradizione che torna, ma per noi cittadini puteolani è anche un segno dei tempi. É la testimonianza ulteriore, tangibile, che il Rione Terra è tornato a vivere e diventa sempre più parte integrante della città, come lo era un tempo. Due anni fa il Duomo di San Procolo Martire ha riaperto al culto e da alcuni mesi intere generazioni stanno riscoprendo il valore di quanto è conservato nelle viscere della millenaria rocca con la fruizione del percorso archeologico sotterraneo. Passo dopo passo, pezzo dopo pezzo stiamo portando avanti la nostra opera più importante: restituire alla città il Rione Terra e renderlo vivo. E in questo la Cultura ha un ruolo predominante, è un valore aggiunto, un formidabile volano di sviluppo. Nel processo di valorizzazione di questa antica rocca, i beni archeologici, le strutture museali, assieme alle iniziative culturali, assumono un’importanza strategica. Opere come lo Stabat Mater del Pergolesi, lo straordinario compositore e musicista morto e sepolto a Pozzuoli nel 1736, e la collaborazione nata con la Fondazione Teatro San Carlo, non possono che contribuire ad accrescere il livello dell’offerta culturale e l’interesse nei confronti del Rione Terra, della città di Pozzuoli e dell’intero territorio flegreo.”“Pozzuoli non è soltanto archeologia. L’età moderna, soprattutto tra Seicento e Settecento, disegna un itinerario artistico di grande spicco, concentrandosi soprattutto sul Rione Terra, dove il tempio duomo diventa un palinsesto incredibile per rileggere la storia millenaria di questi luoghi. Non è dunque un caso che la Cattedrale di San Procolo sia un contenitore privilegiato per esperienze musicali, soprattutto se l’esecuzione è un omaggio a Gian Battista Pergolesi. Genio musicale prematuramente scomparso proprio a Pozzuoli. Lo Stabat Mater riprende una tradizione quaresimale che intendiamo rinnovare, indirizzo di una politica culturale che si spinge nel senso dell’identità e della promozione delle migliori attestazioni artistiche del territorio. Ripensare il Rione Terra significa anche questo: ripartire, cioè, dalla valorizzazione fruibile del patrimonio monumentale, rendendolo scenario di appuntamenti di spessore, legati alla realtà delle presenze artistiche. L’intento è che questa esperienza non resti isolata. Pozzuoli e il Rione Terra devono essere proiettati in una dimensione di ampio respiro che riscatti i decenni passati, segnati dal degrado e da un inconcepibile abbandono del promontorio più denso di memorie dell’area flegrea.La tenacia dell’Amministrazione e la collaborazione con il Teatro di San Carlo, non potranno che maturare buoni frutti, indispensabile viatico per la crescita delle giovani generazioni e dello sviluppo a lungo auspicato di un’economia fondata sulla sua ricchezza culturale.”“In occasione della Pasqua, la Chiesa è chiamata dalla liturgia a sostare spiritualmente e in preghiera nei diversi luoghi che sono stati caratterizzati dalla Passione, morte, sepoltura e risurrezione di Gesù Cristo. Sosta pensosa e piena di speranza. In questa sera del Venerdì Santo, giorno memoriale della morte di Cristo, in questa nostra Cattedrale, vogliamo fermarci ai piedi della Croce, insieme alla Madre di Gesù e al Discepolo diletto, per cercare il senso di quella morte e di ogni morte: noi, che un senso alla morte non riusciamo a trovarlo. Sosteremo nell’ascolto dello Stabat di Pergolesi: la musica ci aiuterà ad elevare il nostro spirito e, attraverso la sua bellezza, a non restare indifferenti di fronte alle tante morti e calvari del mondo che ancora oggi sono intorno a noi. Un grazie al Comune di Pozzuoli e al Teatro San Carlo per aver voluto ed organizzato questo momento di ascolto e di elevazione spirituale e culturale.Tutti benedico e a tutti auguro una buona e santa Pasqua di Resurrezione.”“Uscire dal Teatro come edificio e fare musica come Teatro sul territorio, grazie a strumenti e progetti quali la Carta dei Comuni, che il Teatro di San Carlo ha istituito per consolidare in maniera vitale e capillare un legame sempre più forte con il territorio; rinnovare ed eseguire parte dello sterminato patrimonio musicale del Settecento napoletano, in un contesto di repertorio e tradizioni, che conferiscono a Napoli un primato, nella musica come nelle arti: questi sono solo alcuni dei valori che hanno portato a realizzare il concerto del prossimo 25 marzo e concretizzare il sogno di riportare in vita l’antica tradizione dello Stabat Mater di Pergolesi nel Duomo di Pozzuoli, il Venerdì Santo.La versione scelta per le imminenti festività pasquali è quella di Giovanni Paisiello, di cui quest’anno si ricordano i 200 anni dalla morte (1740 – 1816) e che più volte il Teatro di San Carlo cita nella programmazione 2016.L’affinità elettiva tra il Teatro di San Carlo e la Città di Pozzuoli non nasce solamente da una vicinanza geografica e da un antico rapporto che si è consolidato nel tempo, ma germoglia in un’ottica di valorizzazione del patrimonio storico e artistico campano, di cui il Duomo di Pozzuoli è emblema importante, una delle meraviglie della Regione, tornato a risplendere dopo un imponente e lungo lavoro di restauro.”

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