Un palazzo, sgomberato da tempo è crollato ieri sera nel comune di Arzano in provincia di Napoli.
Il crollo, forse dovuto alle forti piogge delle ultime ore, ha provocato lo sgombero in maniera precauzionale di 14 famiglie per un totale di 34 persone.
26 di queste hanno trovato alloggio da amici e parenti, i restanti cittadini presso strutture alberghiere.
«Non è fatalità. I crolli ripetuti segnalano un patrimonio edilizio lasciato senza cura. Edifici abbandonati, sgomberi in extremis, manutenzioni mai fatte, condomìni senza vera governance tecnica. La pioggia non è il colpevole: è solo l’ultima sollecitazione che scopre fragilità accumulate negli anni». È quanto afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli architetti di Napoli e coordinatore per la Campania della Struttura tecnica nazionale della Protezione civile.
«La rigenerazione urbana non può ridursi a maquillage o interventi spot. Deve partire dalla sicurezza: prima delle facciate e dei rendering, vengono stabilità strutturale, verifiche, responsabilità nella gestione dell’esistente – afferma Cerbone – L’abbandono riguarda intere porzioni di città. Non solo vuoti, ma assenza di cura e prevenzione: infiltrazioni ignorate, lesioni sottovalutate, strutture senza monitoraggio continuo. Proprietà frammentate in mille millesimi, decisioni paralizzate da conflitti e inerzie. Il tempo passa, il degrado avanza».
«Serve uno scatto culturale e normativo: tecnici qualificati cui affidare la “vita” degli edifici, come per le infrastrutture strategiche. Distinguere ciò che è recuperabile da ciò che non lo è. Dove il danno è irreversibile, l’abbattimento non sia tabù ma parte di una strategia che restituisca spazi sicuri – continua il rappresentante degli architetti napoletani – Forse occorre una legge speciale sul condominio, seconda cellula aggregativa della società. Un edificio che crolla non è solo un fatto edilizio: è una sconfitta civile. Ogni crollo annunciato racconta responsabilità interrotte. Poi torna il sole e l’oblio».














